Alessandra Fanì – Ikebana

Una fermata interiore, una lanterna che illumina vicino, un atto creativo di conoscenza. Tutto questo rappresenta Ikebana: seduta-lampada-vaso, a costituire un armonioso oggetto naturale.
Un momento in trasformazione da vivere e contemplare nella sua totale e generale armonia, in cui l’apparente incompletezza lascia immaginare, gli spazi vuoti si riempiono di cose latenti, la bellezza è nel silenzio, concentrazione di energia.
Un’architettura dei fiori, un momento creativo ed intimistico. In Ikebana tutte le funzioni si manifestano con discrezione e semplicità, secondo l’idea che “lo charme è l’armonia latente e non esplicita”. Una seduta come momento di pausa dal quotidiano, in uno spazio gradevole, fatto di natura. Una lampada che illumina intorno, le nostre azioni e meditazioni.
L’atto creativo, qui, coincide con un percorso personale di ricerca. Per questo Ikebana vuole essere un messaggio ed uno stimolo a ritrovare sé stessi; non conta solo l’obiettivo, ma è fondamentale il percorso, che offre equilibrio e consapevolezza. La comprensione di esso nasce da sentimenti di umiltà e amore.
Quest’oggetto nasce da un istinto creativo, poi divenuto consapevolezza, di un avvicinamento alla natura, per sublimarla fino a renderla un’”opera d’arte”. La natura, vista ed apprezzata come vita e armonia, in un dialogo sempre vivo e diretto con l’uomo. Non c’è casualità nel giustapporre i fiori sul piano, ma un attento studio dell’antica simbologia taoista e dell’ikebana stesso. Il piano del tronco è disegnato in maniera impercettibile dalla figura simbolica del tai-ji. Ha una precisa direzione cardinale e ad entrambi si orienta l’ikebana. Il foro più grande, lo yin, è un contenitore bianco che accoglie un vaso in vetro per composizioni floreali in trasformazione, così come cambiano le stagioni e gli avvenimenti della vita. Il fascino sta nella mancata permanenza e fissità degli elementi. Il foro più piccolo, lo yang, contiene due rami di nocciolo dai quali pendono punti luminosi, i frutti discreti e silenziosi della vita che diventano lanterne a illuminare vicino, intorno a noi. Nulla è casuale, tutto riporta al simbolismo dell’ikebana: la composizione si basa sul principio dei tre elementi: Dio, Uomo e Natura: il ramo dritto e più alto che punta al cielo, l’altro inclinato, che guarda il primo, di media lunghezza, verso lo yang, la forza, ed il terzo elemento, la terra, è rappresentato dalla foglia e dal fiore che simboleggiano la debolezza , lo yin. L’architettura di questi fiori è stata realizzata con calma e dedizione pensando di godere di un momento di ricerca di sé stessi.


Alessandra Fanì

Architetto, nel 1995 si trasferisce a Roma per i suoi studi universitari e frequenta per 6 anni la facoltà di Architettura a “La Sapienza” dove, nel 2003 si laurea in Architettura Urbana a “La Sapienza” nel 2003. Collabora per un anno e mezzo, durante la tesi e dopo, presso il suo relatore di tesi imparando moltissimo di progettazione e scoprendo la passione nel progettare. Appassionata della storia e della modernità di questa città, dove ogni giorno scopre nuovi e affascinanti luoghi e segreti, del movimento, dei luoghi del centro e urbani, dove non si sente mai sola, decide di rimanere a vivere. Trova lavoro presso vari studi di architettura per collaborazioni temporanee progettando pubblico e privato fino al 2008. Nel 2004 fa un Master di II livello in ARCHITETTURA ECO-COMPATIBILE; tema dei suoi progetti. Grazie a questa esperienza si trova a collaborare assiduamente a distanza e poi nello studio di un noto architetto romano dove inizia rapporti lavorativi anche con la committenza. Nel 2010 un Master in OUTDOOR EXPERIENCE DESIGN al Politecnico di Milano,che le apre le porte del Design. Progetta l’outdoor. Nel 2011 la 1° linea di eco-design VALORI NEL TEMPO, (pubblicata nella rivista annuale “AMBIENTE Casa” alle pag.128/129/130), realizzata al contatto con la nuova sperimentazione dell’Eco-design alla quale si accosta, all’inizio, per puro istinto creativo, ma che poi approfondirà fino a proseguire con un’altra linea ancora in itinere. In questo periodo approfondisce collaborazioni professionali con l’Arch. Alice Zeni. Nel 2010 le accomuna la progettazione eco-compatibile di architettura e design, un approccio progettuale legato alla sostenibilità ambientale, al risparmio di energie e risorse per ottenere un “prodotto intelligente”.
Nel 2012 fondano l’Associazione “D’EcoSIGN” dando vita alla prima linea di design eco-compatibile, fatta in paglia: “PoM” e “Feeling the cube” che espongono al Fuori salone Milano 2012.
Nel luglio 2012 organizzano un importante evento, unico nel suo genere nella costa Abruzzese, in una location storica, la “Villa Flaiani”, “Progettare con Eco, sostenibilità e abilità ecologiche” al quale partecipano 26 professionisti tra architetti, paesaggisti e designers, provenienti da tutta Italia, per esporre le loro uniche collezioni eco-sostenibili e in autoproduzione.
Attualmente lavora nel suo studio ad Alba Adriatica, espone in Italia e collabora con altri artisti e professionisti del settore per organizzare eventi e mostre. Si occupa di eco-design, design arts, arte, interior e outdoor design e architettura collaborando occasionalmente con artigiani e aziende di settore. Partecipa a concorsi di design e di architettura con spirito di crescita e sperimentazione.

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