TRENTINO DESIGN 3.0: LA GIURIA HA SCELTO I PROGETTI VINCITORI

Ora parte la “fase due”, con un bando riservato alle aziende che potranno scegliere di realizzare uno o più oggetti proposti dai designer. Adesioni entro il 22 gennaio.

Trentino Design 3.0 ha scelto i suoi vincitori. Un lavoro tutt’altro che facile quello della Giuria presieduta da Francesco Trabucco, tra i più noti designer italiani, che ha esaminato 220 candidature provenienti da 23 paesi di tutto il mondo, dall’Australia al Brasile, passando per Cile, Stati Uniti, Inghilterra e Taiwan.

Alla fine nella categoria “Stendi-Stira” vince il progetto di Andrea Balzano e Gianluca Carraro, mentre Eleonora Musca si impone nella categoria “Minidesk”. Il progetto “Stendi-Stira” è attualmente in fase di prototipazione, i designer si sono aggiudicati un premio di 5 mila euro ed un contratto per i diritti d’autore associato alla futura vendita degli oggetti. Per il progetto “Minidesk“, a causa di difficoltà tecniche e problematiche di costo legate alla produzione in loco non è stata avviata la fase di prototipazione, pertanto la Designer Eleonora Musca si è aggiudicata un premio di 2.500 euro.

Nella categoria “Open Kit” non è stato nominato un vincitore, ma la Giuria ha deciso di assegnare due premi ad ex-aequo alle proposte di due designer trentini Eugenio di Gennaro ed Alessio Zanol e al progetto di Juan David Menendez e Alberto Pancotti. Il progetto Open Kit è attualmente in fase di prototipazione, pertanto i designer Jaun David Menendez e Alberto Pancotti si sono aggiudicati il premio di 2500 euro. Per il progetto Doner OpenKit  non è stata avviata la fase di prototipazione, pertanto i designer Eugenio di Gennaro ed Alessio Zanol si sono aggiudicati la quota complessiva di 1.250 Euro.

Progetto Vincitore

Stendi/Stira

STENDI/STIRA

Per la categoria “Stendi-stira” vince il progetto di Andrea Balzano e Gianluca Carraro, che prevede l’inserimento di un’asse da stiro all’interno di uno specchio free standing dotato di un ripiano per piccoli oggetti e di uno spazio per appendere i propri abiti.

Cambiare con gurazione è semplice: la metà superiore della trave posteriore ruota grazie ad una cerniera e diventa appoggio per l’asse stiro mentre la metà inferiore sorregge il resto della struttura.

La proposta definisce una nuova tipologia di prodotto, un elemento compatto, ibrido e mutevole assolutamente adatto al vi- vere moderno, che dona una forte qualità estetica alla funzionale asse da stiro e la trasforma in un oggetto desiderabile, elegante, da esporre ed utilizzare in diversi ambienti.

Progetto Vincitore

MINI DESK / SUPPORTO MOBILE

UP

Per la categoria “Minidesk” vince UP, il progetto di Eleonora Musca, per la purezza formale e la semplicità nell’interpretazione del tema.

La proposta nasce da una riflessione riguardante gli spazi abitativi nella contemporaneità, caratterizzati da dimensioni ridotte in cui è necessario svolgere svariate attività.

A seconda della posizione UP cambia con gurazione e funzione, trasformandosi da supporto per laptop dotato di una leggera inclinazione, ad un piano di appoggio e vassoio, fino a diventare una piccola bacheca o divisorio free standing se posizionato verticalmente, minimizzando l’ingombro quando l’oggetto non è in uso ed offrendo una funzionalità ulteriore.

Per la realizzazione viene proposto l’uso di essenze trentine come il legno di larice o di cirmolo.

Menzione ad Ex-Aequo

OPEN KIT/ SISTEMA ASSEMBLABILE

DONER OPENKIT

Doner Openkit, il progetto di Eugenio di Gennaro e Alessio Zanol viene selezionato per l’originalità del sistema di ancoraggio che garantisce una ricchezza compositiva gestibile con estrema semplicità.

Una serie di complementi in legno e lamiera possono essere combinati, smontati e ricon gurati quando si desidera.

La soluzione necessita di alcuni miglioramenti nell’estetica del basamento e del perno verticale. Entrambi i designer sono nati a Trento.

Menzione ad Ex-Aequo

OPEN KIT/ SISTEMA ASSEMBLABILE

PANCOTTI

Il progetto di Juan David Menendez/Alberto Pancotti consiste in un sistema modulare che prevede una struttura componibile di legno di abete o larice e di una serie di gambe di diverse lunghezze facilmente inseribili nella struttura forata.

Il progetto ha una valenza estetica interessante e presenta buone potenzialità di sviluppo, necessita di uno studio tecnico atto a garantire la stabilità dei componenti.