5A – Autonomie per l’Autismo Attraverso la realtà Aumentata e Agenti conversazionali

Il laboratorio I3lab ha realizzato 5A, all’interno del dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. Questo progetto, ha lo scopo di integrare tre diverse tecnologie, Realtà Virtuale Immersiva, Realtà Aumentata e Agenti Conversazionali, attraverso l’ausilio di applicazioni ad alto contenuto tecnologico, come smartphone e visori virtuali. Lo scopo è quello di rafforzare l’autonomia di soggetti affetti da Disutrbo dello Spettro Autistico, migliorandone l’integrazione sociale.

La realtà virtuale a scopo terapeutico

La realtà virtuale è una tecnologia avanzata che viene spesso utilizzata anche all’interno delle tecnologie mediche per la riabilitazione e il training di soggetti affetti da difficoltà cognitive, come l’autismo. Una tecnologia che permette di simulare ipotetiche task della vita quotidiana, attraverso una piattaforma virtuale, per migliorane l’esperienza nella vita reale.  Ma per  quanto l’ambiente virtuale possa essere definito non rispecchierà mai la realtà. Questo può creare confusione qualora il soggetto una volta nella vita reale non ritrova la stessa situazione che vissuto nella realtà virtuale, creando quindi disorientamento nel soggetto.  Per poter abbattere questa barriera il programma 5A, crea una correlazione tra mondo virtuale e reale grazie alla sinergia delle nuove tecnologie sviluppate nel campo digitale.

Come funziona 5A?

Il progetto si compone di due fasi; una prima parte di training, dovei soggetto percorre l’iter per completare una normale task quotidiana su una piattaforma digitale immersiva  di un visore; una seconda parte, dove il soggetto compie fisicamente l’azione nella realtà, seguito dall’ausilio della realtà aumenta. In quest’ultima parte il ragazzo potrà vedere tramite il suo smartphone,  sovrimposto alla visone del mondo circostante, elementi visivi ripercorsi nella realtà virtuale di training. Questo processo di coordinazione tra due mondi è facilitato dalla presenza di un assistente vocale, che aiuterà il ragazzo durante lo svolgimento delle task, come dialogare, ricordarsi piccole azioni, o semplicemente aiutarlo a trovare qualcosa.

 

Dove si può utilizzare 5A?

Il laboratorio di ricerca, per testarne il funzionamento ha voluto sviluppare questo programma all’interno di un contesto di vita cittadina comune, più specificamente nel caso in cui si debba prendere la metropolitana, analizzando le azioni più comuni come trovare la stazione, comprare il biglietto, scegliere la giusta direzione o scendere alla corretta fermata. 5A, può essere utilizzato in altri contesti, come al supermercato, in farmacia oppure al museo.

Com’è nato il progetto?

Il progetto nasce dal laboratorio I3lab, che già studiava soluzioni ad alto contenuto tecnologico per soggetti affetti da difficoltà cognitive. L’idea parte dal bando di FondazioneTIM “Liberi di comunicare“, un concorso per favorire lo sviluppo di tecnologie intelligenti per superare le barriere dell’autismo. Tutto realizzato in collaborazione con Associazione la Nostra Famiglia e Fondazione Sacra Famiglia.

Scritto da Andrea Frer

 

Fonti:

 

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