Perché per la legge italiana a 18 anni non hai più bisogno di nulla

Compiere 18 anni per molti significa libertà, la patente, gli alcolici un mix che per molti significa diventare grandi, ma non per tutti è così.

Compiere 18 anni per un ragazzo autistico agli occhi dello stato si diventa “normali” non si hanno più problemi che si hanno avuto negli anni passati.

L’unica legge che prevede l’inserimento lavorativo per persone con disabilità è la Legge 104. Che più che tutelare e trovare un impiego le esclude, è più una dichiarazione di intenti che un obbligo. Bisognerebbe cambiare la visione che si ha sul lavoro di persone autistiche, Non devono più essere viste come una quota di Legge ma come forza lavoro che può contribuire al successo di un’azienda.

Attualmente la legge “obbliga” ad avere:

  • sette per cento dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti;
  • due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
  • un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.

Le cifre parlano di solo un autistico su dieci occupati, basta questo per descrivere la poca fiducia che le aziende ripongono in loro. Perché il grande passo è quello  di capire le difficoltà. E modificare lo spazio di lavoro per accogliere e sviluppare i loro talenti.

Sull’argomento ci sono visioni differenti, chi pensa che dovremmo fare come la Norvegia, dove ad una certa età vanno a vivere in strutture con i loro coetanei. Dove vengono seguiti come dovrebbe essere sul posto di lavoro da un mediatore lavorativo. Perché non si resta figli tutta la vita e crearsi una propria autonomia significa crescere. Ma bisogna anche riflettere sul loro grande problema cioè l’esclusione sociale. Vivere in una casa per loro sarebbe come vivere in una bolla che si ti protegge ma non ti permette di vivere veramente. Per questo l’inserimento lavorativo dovrebbe essere visto dallo stato come un’opportunità di integrazione sociale e di sviluppo, perché l’assistenzialismo non ha mai fatto bene a nessuno.

L’unico modo per una persona autistica è appoggiarsi alle molte strutture che cercano di fare proprio questo, con una piccola speranza futura dove sia lo stato in prima persona ad occuparsi di loro, ma questa volta in modo concreto.

 

Fonti:

La storia di Lorenzo

Autismo e lavoro

Fondazione Ares: quale lavoro per le persone con autismo

Legge 104

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