L’arte è un perno fondamentale nella vita di tutti i giorni, tutti veniamo influenzati in maniera più o meno forte da tutte le sue forme più disparate. Ognuno di noi percepisce un quadro, uno spettacolo, sente un suono in mille modi diversi, così in modo ancora più particolare vengono percepite queste realtà dalle persone che soffrono di disturbi autistici. Può accadere che per loro un suono sia troppo forte, o al contrario che lo ricerchino sistematicamente, possono amare un colore e odiarne fortemente un altro, i movimenti spesso sono percepiti come degli scatti, la voce viene usata per gridare oppure completamente ignorata. Entra qui in gioco l’arteterapia, che cerca di fare da mediatore tra i soggetti e la realtà che li circonda, favorendo un miglioramento per la comunicazione bloccata o deviata dai processi di autismo, tentando di alleviare o accentuare gli stimoli che produce l’ambiente.

L’atipicità comportamentale si può quindi assecondare e rendere migliore grazie a un arricchimento comunicativo, ovvero, se la comunicazione classica e verbale è un deficit, si punta a far emergere altri tipi di comunicazione, come quella gestuale e non verbale, del gioco o anche delle tecnologie informatizzate.

Come ha scritto in un articolo dal titolo “Spettroautistico” la dottoressa Daiana Cappellaro, psicologa e docente presso A.I.P.R.E.C. ( Associazione italiana di prevenzione riabilitazione e cura): “l’arteterapia psicodinamica risulta, a fronte di diverse esperienze cliniche, una buona applicazione in grado di riattivare lo sviluppo psico-affettivo bloccato da problematiche autistiche, proprio perché si generano modificazioni nei rapporti oggettuali, un’organizzazione attiva della coscienza e del pensiero, una nuova modulazione nei rapporti interpersonali”.

La musicoterapia, la cromoterapia, lo psicodramma, la danza, il movimento del corpo, la terapia plastica, sono tutti settori e campi di apprendimento e comunicazione da scoprire. Stanno nascendo infatti forme sempre più innovative di comunicazione che rientrano nella branca delle cosiddette “Nuove Artiterapie”, come la pet-therapy con gli animali, o la terapia computerizzata, che invogliano e stimolano i bambini e ragazzi a interagire e risvegliare la voglia di comunicare al mondo le loro percezioni.

Commenta questo post