Una delle principali difficoltà dei bambini nello spettro autistico, è l’interazione sociale, nello specifico, il riconoscimento delle emozioni di un interlocutore. L’ “emotional hearing aid” è uno strumento che permette di fornire assistenza in tempo reale, leggendo le espressioni facciali di un interlocutore e consigliando una reazione appropriata a queste. Oggigiorno questo lavoro viene tipicamente svolto da un assistente, che aiuta il bambino a comprendere le espressioni di una persona. Il problema che questo progetto/prodotto vuole risolvere sta nel fatto che talvolta il bambino sarà costretto a confrontarsi con una persona senza l’aiuto di un assistente e quindi questo compito potrebbe risultare estremamente difficoltoso.

L’ “emotional hearing aid” è composto da una telecamera per il riconoscimento facciale, un computer per processare i dati e un auricolare per comunicare con l’utilizzatore. Le comunicazioni avvengono in vari stadi: a. viene comunicato che si sta effettuando una lettura dell’emozione; b. viene comunicata l’emozione provata dall’interlocutore; c. viene consigliata un’appropriata reazione.

Questo progetto è molto ambizioso e non è ancora pronto per un uso al di fuori di un contesto laboratoriale. Il motivo è la complessità di fornire le informazioni in tempo reale e una lettura corretta delle espressioni facciali attraverso la tecnica del “mind reading system”.

In conclusione il progetto, nonostante le evidenti difficoltà progettuali, resta una sfida molto importante che in futuro (forse) permetterà a molte persone di migliorare le proprie relazioni sociali.

Fonti:

https://link.springer.com/article/10.1007/s10209-005-0119-0

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