Il dispendio di risorse che un’azienda deve affrontare per l’inclusione di individui autistici, non è da sottovalutare. Per riuscire a comprendere meglio il problema è necessario conoscere i mezzi che devono essere usati nella creazione di un ambiente di lavoro Autism Friendly.

La creazione di uno spazio fisico inclusivo

L’adattamento dell’ambiente avviene tramite un processo di strutturazione, sostenuto dall’utilizzo di supporti visivi, che garantisce una meticolosa organizzazione dello spazio e del tempo all’interno di un ambiente. Tramite un controllo degli input sensoriali, si riduce il livello di informazioni sonore, auditive e visive che la persona autistica deve assimilare. Questo la aiuta a selezionare meglio l’attenzione sul linguaggio verbale, sulla concentrazione e ne migliora lo stato d’animo. L’organizzazione spaziale avviene in modo tale che l’ambiente comunichi l’intenzione del suo utilizzo: un individuo autistico deve essere in grado di comprendere, tramite supporti visivi e chiare indicazioni fisiche, qual è il suo compito in quel determinato luogo. Inoltre, ogni ambiente deve essere configurabile attorno al singolo, si parla di spettro dell’autismo poiché ogni caso è leggermente diverso dall’altro, e lo spazio di lavoro deve rispettare questa unicità.

Tuttavia, la sola strutturazione non è sufficiente. Perché si possa parlare di vera inclusione, è necessario che questa sia radicata nel sistema azienda. In questo articolo, Michael Bernick teorizza in maniera efficace un programma di assunzione, che permette all’individuo autistico di intraprendere una vera e propria carriera lavorativa. L’educazione sul posto di lavoro ha un ruolo importante: tramite un percorso di formazione continua sia per i dipendenti neurodiversi, che per quelli neurotipici, si migliora l’interazione sociale, quindi, l’integrazione.

Investimento e guadagno

Di conseguenza, riorganizzare un’azienda in maniera così profonda è un investimento, ma ci sono vari esempi concreti come Microsoft, Linkedin, Facebook e altre imprese del settore, che hanno tratto profitto dall’assunzione efficace di individui autistici. Incoraggiare l’assunzione di dipendenti neurodiversi tramite una prospettiva di guadagno è controverso, ma, per permettere che la neurodiversità sia una condizione accettata in società, è fondamentale iniziare dal mondo lavorativo: nel contesto sociale odierno viene riconosciuto positivo l’essere un elemento attivo e integrante del sistema. Per permettere anche ad individui con una condizione più grave, a basso funzionamento, di venire inseriti nel mondo sociale, è importante cominciare a cambiare il modo in cui è visto l’autismo. Garantendo a più persone con questa condizione di lavorare in maniera funzionale e costruttiva, forse si riuscirà, gradualmente, a crescere e ad imparare insieme.

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