La pandemia ha messo alla prova tutti, costringendoci ad assumere nuovi comportamenti e imponendoci nuove abitudini. 

Le conseguenze sono sicuramente più amplificate per le persone affette da autismo e per le loro famiglie. La convivenza con il virus ha costretto a stravolgere la routine e ad affrontarla “in solitudine”, all’interno delle mura di casa. 

Una delle sconvenienti – anche se necessaria – conseguenze del Covid-19 è stato  l’obbligo di dover indossare la mascherina. Si tratta di un gesto che per i neurotipici, per quanto scomodo, è ormai naturale. 

Per alcune persone nello spettro, invece, rappresenta una novità rispetto alla routine e una fonte di disagio sensoriale. Ne è responsabile l’ipersensibiltà, disturbo osservato in più del 90% delle persone con autismo anche in età adulta.

La mascherina può quindi essere una componente problematica a livello tattile, a causa degli elastici dietro le orecchie, del materiale e del fatto che tocchi la bocca nell’inspirazione. Per questo motivo può essere percepita come ostacolo alla respirazione e causare ansia e senso di oppressione.

Proprio per cercare di arginare questi problemi è stata disegnata una mascherina apposita, acquistabile su un sito creato dalla madre di un bambino autistico per aiutare le persone nello spettro. 

Non presenta i classici elastici, ma un cordino regolabile che si allaccia con una clip dietro la testa. In questo modo le orecchie rimangono libere durante l’utilizzo ed è possibile portarla al collo quando non la si usa così da non perderla. 

Inoltre è costituita da tre strati 100% in cotone e non si appoggia su naso e bocca in modo da non essere invasiva per la comunicazione e la respirazione.

Infine, perché l’utente percepisca l’utilizzo della mascherina come una parte della routine, è presente un’indicazione che aiuti a capire il verso giusto ed è lavabile e quindi riutilizzabile, oltre che ecologica.

Link:

Autismo e sensibilità sensoriale

Documenti: ISS, Covid-19 e ASD

 

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