I problemi legati al sonno sono comuni nei bambini con disturbi dello spettro autistico (DSA) e dormire poco può peggiorare il disturbo.

Secondo un’indagine del 2019, Tra il 44 e l’86 % dei bambini con autismo ha un grave problema del sonno.

 

Problemi del sonno maggiormente diffusi

Le persone con autismo tendono a presentare problemi di insonnia: ci vogliono in media 11 minuti in più rispetto alla media per addormentarsi e molte si svegliano con frequenza durante la notte.

Alcune persone possono presentare un problema definito come “apnea del sonno”, che provoca un’alterazione del ritmo respiratorio.

Inoltre, un soggetto con autismo trascorre circa il 15% del suo tempo di sonno nella fase di movimento rapido degli occhi (REM) che è fondamentale per l’apprendimento e il mantenimento dei ricordi.

 

Le cause

Molte persone con autismo presentano altre condizioni cliniche come disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) o ansia e ognuno di questi tende compromettere il sonno.

In alcuni casi, le persone nello spettro autistico portano delle mutazioni genetiche che li rendono soggetti a problemi di sonno.

Uno studio del 2015 ha rivelato che le persone con autismo hanno il doppio delle probabilità rispetto alle persone senza DSA di avere mutazioni nei geni che regolano il ciclo sonno-veglia.

 

Come risolvere il problema dei disturbi del sonno

Gli esperti hanno dato alcune indicazioni da seguire che sono facilmente applicabili nella vita di tutti i giorni:

  • stabilire una routine, un ordine di attività prima di coricarsi, che sia il più possibile rilassante;
  • controllare l’illuminazione nella camera da letto (tenere più buio possibile);
  • attenersi a ritmi regolari di sonno e veglia (orari di risveglio e addormentamento);
  • evitare fonti di luce artificiale e eccessive stimolazioni nelle ore precedenti al momento di coricarsi (evitare tablet, cellulare o fonti di luce artificiale).

 

Inoltre, per molti problemi di sonno, gli integratori di melatonina possono essere un’ottima opzione in quanto non presenta grossi rischi o controindicazioni.

 

Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2946240/

 

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