I bambini e gli adolescenti affetti da disturbo dello spettro autistico  sono caratterizzati da una particolare difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale e presentano spesso dei comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi . Tuttavia un altro aspettomolto importante è rappresentato dal modo in cui questi bambini percepiscono e fanno esperienza attraverso i sensi.

In più del 90% delle persone con autismo, infatti, sono riportate anomale risposte sensoriali a carattere multimodale (vista, gusto, olfatto, tatto) e pervasivo, presenti anche in età adolescenziale e adulta, caratterizzate da una grandissima variabilità nella tipologia e intensità. 

Si possono classificare le difficoltà legate alla sensorialità in tre grandi categorie:  iper-responsività, ossia reazione comportamentale esagerata, negativa o di evitamento, di repentina insorgenza e/o di durata prolungata a stimoli sensoriali quali rumori, luci e odori presenti nell’ambiente; ipo-responsività, mancata o ridotta risposta a stimoli sensoriali come dolore (frequenti cadute, tagli, ecc.), temperatura (scottature, ustioni) e sapori (ridotte abilità gustative). Ricerca compulsiva, (sensory seeking/craving) e interesse insolito, assorbente ed eccessivo per una determinata esperienza sensoriale che risulta anomala per intensità o durata (luci, movimenti, odori e consistenze tattili specifiche).

In relazione all’età, risulta che sintomi orali (esplorazione orale degli oggetti; rifiuto di alimenti a consistenza maggiore che richiedono masticazione) e alterazioni della sensibilità visiva (interesse inusuale per le luci e oggetti che ruotano; lateralizzazione dello sguardo) andrebbero incontro ad attenuazione nel corso della vita adulta.

I disturbi precoci della visione, del controllo volontario della direzione di sguardo, dell’attenzione visiva però, possono avere conseguenze drammatiche e irreversibili sullo sviluppo cognitivo. Uno strabismo non curato nella prima infanzia puo’ dare esiti di gravi limitazioni del campo visivo.

L’autismo, associato a questi problemi, risulta notevolmente aggravato se non si interviene in tempo per ridurli o perlomeno aggirarli mediante un’educazione speciale. Per esempio, ai bambini con visione “piatta” (ossia con difficoltà nella visione tridimensionale), vengono proposti giochi di manipolazione che consistono nel far passare determinate forme in cerchi o tunnel dapprima trasparenti, poi via via più opachi, per integrare la nozione di “permanenza dell’oggetto” Le anomalie della funzione visiva sono frequenti nei bambini autistici; l’associazione tra una deficienza visiva e una sindrome autistica è frequente, anche se le relazioni fra le due rimangono complesse. 

 

fonti:

  1. Immagine di master1305</a> su Freepik
  2. https://www.designhub.it/cometa/wp-content/uploads/2014/10/autismo_funzioni_visive.pdf
  3. https://www.centroaita.it/articolo/autismo-sensibilita-sensoriale/
  4. http://www.labcd.unipi.it/wp-content/uploads/2016/05/Mariasole-Bondioli-Tecnologie-assistive-per-la-didattica-lo-spettro-dellautismo.pdf

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