Autismo e sindrome di Tourette - Gruppo 10 - Co.Meta

Autismo e sindrome di Tourette – Gruppo 10

Di 13 ottobre 2014Ed. 2014-2015

CHE COSE LAUTISMO?

La prima diagnosi di autismo fu fatta nel 1943.Solitamente compare nei primi tre anni di vita. Si tratta di una sindrome comportamentale, le cui cause risultano ancora sconosciute, che vede compromesse le aree relative alla relazione, alla comunicazione verbale e alla percezione sensoriale. Le persone che ne soffrono possono anche presentare solo alcuni tratti di questa sindrome  e in questo caso la diagnosi si riferisce ai disturbi dello spettro autistico. In altri casi la sindrome può essere associata a disturbi quali la dislessia o l’iperattività.

COME SI MANIFESTA

Carenza parziale o totale del linguaggio.
Difficoltà nell’interazione sociale e nelle relazioni.
Stereotipie ovvero ripetizione di gesti e di frasi .
Difficoltà a pensare in maniera astratta, a comprendere gli scherzi e le metafore.
Percezioni sensoriali alterate.
Molto spesso alla diagnosi di autismo viene associata quella di ritardo mentale; in realtà le persone con autismo sono dotate di abilità particolari e se l’intervento nei loro confronti è precoce ed intensivo possono imparare a leggere e scrivere, a limitare le proprie stereotipie e costruire relazioni sociali. Alcune persone con autismo combattono con gran forza per imparare! (ma anche per non imparare ciò a cui non sono interessate). Una caratteristica peculiare delle persone autistiche è quella di “ pensare per immagini” : la loro mente agisce come un immenso archivio di immagini alle quali vengono associati pensieri astratti che non sono in grado di elaborare con un linguaggio standard.

ECCESSIVO CONTROLLO DELLAMBIENTE

le persone con autismo hanno delle ritualità  che possono aiutarle a mantenere il controllo della situazione . Alcune sono sicuramente condizionate da una distorta  percezione sensoriale, come il posizionarsi nel medesimo angolo in una stanza, con il probabile intento di proteggersi da rumori molesti o luci abbaglianti. Alcune persone con autismo hanno bisogno di parlare ad alta voce, o anche di gridare, perché questo li aiuta ed allontanare gli altri rumori. A volte possono desiderare di nascondersi in un posto buio e tranquillo, dove si sentono al sicuro.

COSA SI PUO FARE

Quando si cerca di stabilire un’ interazione sociale con una persona con autismo è necessario che nella comunicazione le consegne o le richieste siano formulate in maniera chiara, accertandosi  che vengano comprese, dando alla persona il tempo necessario perché ciò avvenga.
La fretta molto spesso è controproducente e può creare nel soggetto interessato ansia e agitazione. E’ molto importante  proporre attività inclusive in ambito scolastico in quanto aiutano a rafforzare le aree che risultano compromesse  a causa della loro sindrome, in modo particolare quelle relazionali. non va confusa l’integrazione con l’inclusione: mentre la prima contempla la sola presenza chiedendo alla persona con autismo di adeguarsi al contesto circostante, la seconda dovrebbe garantire un’offerta di attività alle quali anche la persona con autismo può accedere.

CHE COSA NON FARE

Interrompendo le stereotipie il rischio di scatenare una crisi aggressiva verso se stessi o verso gli altri è molto alta. Si può cercare di modificarle o di abbreviarle o di attirare l’attenzione su altro.

IL LINGUAGGIO DELLARTE

Un modo di comunicare oltre il linguaggio comune. La musica, la pittura, la danza sono forme d’arte che permettono di costruire legami, sinergie,  ovvero forme di linguaggio non verbale che consentono l’espressività della persona, senza barriere o forme di pregiudizio.  Le persone con autismo, che sono dotate della capacità di pensare per immagini, potrebbero risultare avvantaggiate nella realizzazione di elaborati pittorici.
L’arte, infatti, non ha filtri e ci permette di raccontare la nostra essenza senza scandalizzare e scandalizzarci.

LA SINDROME DI TOURETTE

La sindrome prende il nome dal neurologo francese Georges Gilles de la Tourette, che la evidenziò nell’800, anche se era già stata individuata sin dal ‘600. La sindrome, però, non è stata quasi considerata fino a pochi decenni fa. La definizione di sindrome di Tourette non identifica una specifica malattia o un preciso vulnus neurologico di qualsiasi natura, ma piuttosto un quadro comportamentale.  Questi disturbi aumentano in situazioni di stress emotivo, eccitazione e tensione, mentre si attenuano durante i periodi di concentrazione, rilassamento o sonno.
Purtroppo è quasi impossibile sopprimere queste manifestazioni che però, pur avendo il loro esordio nell’infanzia e l’apice nel periodo dell’adolescenza, in età adulta tendono a scomparire.

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