Diagnosticare un disturbo dello spettro autistico può richiedere periodi di tempo molto lunghi, prima dei quali, il soggetto non può intraprendere un percorso di terapia. Oltre a questo, non sempre le diagnosi sono accurate o possono indicare disturbi coesistenti, soprattutto per bambini al di sotto dei 2-3 anni.

Per velocizzare questo processo, è stato creato il progetto CAMP, durante il quale un’èquipe di scienziati del Mind Institute and Department of Psychiatry and Behavioral Science alla University of California Davis, ha raccolto campioni di sangue per analizzarli e cercare biomarcatori in grado di  identificare la malattia.

Ad oggi è stato trovato un biomarcatore presente nel 17% dei casi di autismo, ma si stanno cercando altri metaboliti in grado di fornire un pannello diagnostico più ampio.

Per ora il test non è ancora un valido sostituto alla valutazione clinica, anche se può essere utile per le famiglie che chiedono una affidabilità diagnostica maggiore.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2018/09/17/news/autismo_uno_studio_scopre_un_nuovo_potenziale_biomarcatore_della_malattia-206027250/

Info nel dettaglio sul progetto: https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02548442

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