Difficoltà nella diagnosi di autismo nelle donne

Spesso le donne autistiche passano inosservate; se solitamente nei maschi si giunge a una diagnosi accurata prima dei 6 anni, nelle femmine è frequente che essa arrivi in età adulta, ammesso che ciò avvenga. Ciò accade perchè il personale medico può basarsi solamente sulla propria esperienza per elaborare un quadro clinico accurato: non sono stati identificati ancora bio-marcatori che indiscutibilmente permettano di distinguere una persona autistica da una neurotipica.

Essendoci queste mancanze nel campo neurobiologico, come è possibile che i maschi autistici ricevano prontamente una diagnosi, mentre le femmine passino inosservate?

Questo fenomeno è dovuto principalmente a un problema di “bias”; entrambi i sessi presentano infatti comportamenti simili, che nelle donne però vengono ignorati perchè considerati più consoni al loro genere, oppure perchè meno evidenti: spesso infatti sono loro stesse a “mascherarli”, si parla quindi di “masking”.

I comportamenti ritenuti evidenti manifestazioni di autismo nei bambini, vengono sorvolati nelle bambine perché considerati meno atipici. Ad esempio, il particolare interesse per un argomento specifico, se pur manifestandosi con la stessa intensità e ripetitività, non viene considerato un indicatore sufficiente perchè riguarda attività più comuni come la lettura e il disegno, o temi meno peculiari come gli animali. La natura di questa differenza ancora una volta non risiede in ragioni genetiche, ma è motivata dalla tipologia di attività proposte ai rispettivi generi.

Masking

Il “masking” è la capacità delle donne autistiche di mimetizzarsi nelle situazioni sociali. Mimano i comportamenti dei loro interlocutori, sopprimono le stereotipie senso-motorie (stimming) e pianificano conversazioni in anticipo in modo da non incontrare difficoltà nel discorso. Questa capacità non è esclusiva del genere femminile, ma si verifica principalmente nelle donne, complice la pressione di una società che vuole le bambine più misurate, gentili, socievoli ed empatiche.

Il masking avviene a scapito delle donne autistiche, è una recita che in molti casi risulta logorante a livello mentale: il sopprimere determinati comportamenti e il forzarsi a adattarsi ad altri è una soluzione per evitare lo stigma sociale. E’ frequente che con il tempo diventi un meccanismo talmente automatizzato da portare a una “perdita” della propria identità. Per questo motivo il periodo prima della diagnosi è spesso accompagnato da depressione, ansia, disturbi ossessivi compulsivi (che si manifestano anche con disturbi alimentari) e disturbo bipolare, che finiscono con il confondere l’iter diagnostico.

Statistiche e Ricerca

A causa della difficoltà di diagnosi fino al 2017 sia pensava che il rapporto tra maschi e femmine autistiche fosse 10:1; poi in seguito allo studio svolto da Rachel Loomes, Laura Hull e William Polmear Locke Mandy si è scesi a 4:1. Ad oggi, considerando la difficoltà di diagnosi nelle donne si ritiene che la stima più accurata sia di un parrorto 3:1.

 

Spesso le donne autistiche aspettano decenni per ricevere un parere che consenta loro di vivere più serenamente, arginando parzialmente ansia e depressione; quando ciò non accade, come capita spesso, se diventano madri di bambini a loro volta autistici finiscono per riconoscersi nei comportamenti dei loro figli. In molti casi, non ricevendo nessuna diagnosi, vivono ignare del motivo che impedisce loro di stare a proprio agio nel mondo neurotipico. Al fine di ridurre questo fenomeno negli ultimi anni sono nati molti progetti scientifici per approfondire la differenza di genere nell’autismo.

  • “A quality exploration of the female experience of autism spectrum disorder”, uno studio di Francesca Happè,professoressa di neuroscienze cognitive e esperta di autismo: raccoglie le testimonianze di 18 donne che raccontano della vita quotidiana e dell’iter diagnostico
  • FANN (Female Autism Network of the Netherlands) lavora su: diagnosi, co-morbidità, trattamenti, sessualità e genitorialità

Una testimonianza di quanto raccontato è stata raccolta in questo video, ecco la storia di Maya. https://www.youtube.com/watch?v=0wmJjhrf-ak

 

fonte 1:https://oggiscienza.it/2019/11/18/autismo-donne-diagnosi-neuroscienze/

fonte 2:https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0890856717301521

fonte 3, “A quality exploration of the female experience of autism spectrum disorder”: https://link.springer.com/article/10.1007/s10803-019-03906-4

fonte 4, FANN: https://www.fann-autisme.nl

 

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