L’esperienza di Tito

Fra le cause principali della difficoltà comunicativa nei soggetti autistici è importante sottolineare il sovraccarico di informazioni sensoriali a cui l’individuo è sottoposto.

In un colloquio con Tito Rajarshi Mukhopadhyay, autore di How Can I Talk if My Lips Can’t Move? Inside My Autistic Mind, Temple Grandin gli mostra alcune immagini e gli chiede di descriverle. La prima immagine rappresentava un astronauta che monta un cavallo. La sua risposta fu:”Apollo11 su un cavallo”, e si mise a correre e a dimenare le braccia. Alla seconda immagine di una mucca digitò:”Queste in India non le abbiamo” e di nuovo si agitò su e giù per la stanza. Come spiega nel suo libro, Tito si identifica come “dei pezzi staccati, come una mano o come una gamba”, e il motivo per cui si agita è per poter “assemblare le sue parti in un tutto”.

Realtà e apparenza

L’autore del libro si sente diviso in un Sè agente e in un Sè pensante. L’agente è quello che il mondo vede e che anche lui vede, un ragazzo che si agita in modo confuso. Il Sè pensante è invece “pieno di conoscenze e di sentimenti”. Questo Sè introietta molte più informazioni di quanto non si possa immaginare. Soggetti autistici a basso funzionamento, come il caso di Tito, sono a contatto con la realtà in modo sorprendente, ma sono anche all’interno di un’ intensa combinazione di stimoli che non consente loro una effettiva risposta empirica dal mondo esterno, e che non riescono a esprimere in altro modo. Come scrive la Grandin:”La differenza tra quello che vede l’osservatore e l’esperienza del soggetto – tra il Sè agente e il Sè pensante – è la differenza tra i problemi sensoriali come appaiono e come vengono vissuti”.

La rapidità del tablet

Tito è riuscito a comunicare quanto visto nelle immagini grazie alla tastiera di un PC. Considerando le difficoltà comunicative del soggetto autistico a basso funzionamento, la Grandin evidenzia come l’introduzione dei tablet abbia ridotto il tempo di digitazione. Lo scambio di informazioni col mondo esterno è diventato infatti più immediato:”Questa differenza potrebbe essere significativa, perché consentirebbe ai soggetti con gravi problemi sensoriali di dire che cosa significa essere come loro”.

Temple Grandin con Richard Panek, Il cervello autistico, trad. di M.A. Schepisi, La Collana dei Casi, Adelphi, Milano, 2014.

 

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