Come può un bambino avere uno sviluppo adeguato se ha un deficit dal punto di vista motorio?

Quando per motricità si intende anche la capacità di articolare dei suoni per produrre delle parole, articolare dei pensieri per poter comunicare, organizzare in modo sequenziale più movimenti per costruire diverse azioni motorie.

L’incapacità di organizzare atti motori per il raggiungimento di uno scopo si chiama Disprassia.

Bambini che ancora all’età di quattro o cinque anni riscontrano problemi nell’infilarsi la giacca da soli, a mangiare con il cucchiaino senza sporcarsi o problemi nel calciare una palla.  Spesso nello stesso bambino si riscontrano più tipi di disprassia, di cui magari uno prevalente e gli altri più sfumati afferma la dottoressa Letizia Sabbadini presidente dell’Associazione italiana disprassia dell’età evolutiva (AIDEE)
La disprassia può essere suddivisa principalmente in:

1. DISPRASSIA ESECUTIVA: consiste nella difficoltà a riprodurre a livello motorio una sequenza corretta e coordinata a livello spazio/tempo.
2. DISPRASSIA IDEATIVA: riguarda la difficoltà nel rievocare e rappresentare mentalmente un programma motorio corretto.

Infatti oltre all’ambito motorio la disprassia può coinvolgere anche quello verbale. I bambini riscontrano difficoltà nel parlare, nel leggere e nello scrivere. Per parlare, infatti, è necessario coordinare e mettere in sequenza una serie di movimenti muscolari, e se questa capacità viene meno, compaiono difficoltà nell’espressione verbale, dalla lallazione in avanti. Alcuni bambini disprattici hanno difficoltà a usare le forbici, a disegnare, addirittura a tenere in mano la matita.

Per questo i bambini che ne soffrono tendono a isolarsi volontariamente da giochi o attività collettive, perché avvertono di essere goffi e impacciati.

http://www.psicopedagogie.it/disprassia_autismo.html

.https://www.nostrofiglio.it/bambino/bambino-3-6-anni/salute-3-6-anni/disprassia-bambini-cos-e-come-si-riconosce-come-si-interviene

Commenta questo post