Le problematiche nel dominio del linguaggio e della comunicazione fanno parte dei deficit di base osservati negli individui con disturbo dello spettro autistico. Nei soggetti con disturbo dello spettro autistico è particolarmente compromessa la capacità di imitare elementi simbolici come pantomime, gesti senza particolare significato o azioni non convenzionali con un oggetto comune. Ciò non significa che il bambino autistico debba essere condannato a non parlare o a non possedere una cognizione motoria per tutta la vita ma che sia necessario trovare soluzioni che possano migliorarne le capacità di comprensione e attuazione di alcuni comportamenti. E’ ovvio che il bambino autistico proveniente da una famiglia economicamente benestante è più avvantaggiato poiché ha la possibilità di compiere visite da un logopedista con lo scopo di acquisire nozioni per imparare a parlare (lo specialista tende infatti a fargli fare esercizi mirati come ad esempio aiutare il bambino a sentire le consonanti dure, vista la sensibilità sensoriale propria dall’autismo). Non è detto, però, che se la famiglia del bambino autistico non ha la possibilità di rivolgersi a un logopedista non ci siano metodi per aiutarlo; esistono infatti accortezze che il genitore può attuare quali l’insegnamento del linguaggio dei segni (utile sia per insegnare al bambino a parlare, sia come azione motoria), l’insegnamento tramite l’utilizzo di immagini, l’incoraggiamento a cantare con video e cassette, la stimolazione vestibolare ( ad esempio facendo dondolare il bambino sull’altalena mentre gli viene insegnato il linguaggio).

http://www.assomensana.it/Comunicazione-e-disturbi/deficit-comunicativo-autismo.php

 

 

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