Il Metodo Irlen e le lenti colorate per l’autismo

Grazie al Metodo Irlen, gli individui affetti da autismo con disturbi sensoriali alla vista, possono indossare lenti colorate capaci di migliorarne la qualità della vita.

I disturbi associati alla vista

Tra i problemi più noti causati dall’autismo, vi sono anche quelli relativi al senso della vista. Questi disturbi riguardano l’ipersensibilità alla luce, la distorsione della percezione ambientale e la difficoltà nella lettura. Un individuo affetto da autismo in presenza di luce sia naturale che artificiale, può soffrire di ansia o mal di testa; vivere in un mondo in cui le azioni più semplici sono ostacolate da una percezione della realtà anche solo in parte distorta, vedendo oggetti smaterializzarsi, sfocati, o in movimento, può essere causa di difficoltà nella comunicazione, nel mantenere la concentrazione, nella coordinazione motoria; anche con un’ottima capacità di lettura, non è da sottovalutare la difficoltà nella comprensione di un testo.

Il Metodo Irlen

A queste condizioni problematiche, viene in aiuto il cosiddetto Metodo Irlen, concepito negli anni ’80 dalla psicologa dell’educazione Helen Irlen. Esso consiste in una serie di test, effettuati sia autonomamente sia da specialisti abilitati, in grado di determinare quale lunghezza d’onda è la causa dei disturbi relativi al soggetto testato. Una volta riconosciuto il disturbo e individuato il colore più appropriato al soggetto in esame, è possibile procedere all’utilizzo di occhiali, lenti a contatto o rivestimenti per la lettura, a seconda della preferenza e dell’esigenza dell’individuo.

Risulta importante precisare come i soggetti che fanno utilizzo delle lenti colorate secondo il Metodo Irlen, saranno costretti a indossarle per il resto della loro vita e che non si tratta di alcun tipo di cura per l’autismo. Al contempo il Metodo rappresenta una soluzione affidabile e volta al miglioramento della qualità della vita delle persone affette da autismo. Inoltre è prevista una visita all’anno, per valutare la necessità di cambiare il colore, poiché il disturbo del soggetto può variare nel tempo.

Come funzionano le lenti colorate?

Per l’esattezza si tratta di filtri spettrali in grado di schermare precise lunghezze d’onda della luce visibile. Il Metodo Irlen funziona anche se il soggetto in esame ha difficoltà comunicative. Per valutare l’efficacia del colore si può sempre tenere conto delle reazioni emotive e comportamentali del soggetto.

La strada da non percorrere è sicuramente quella di preferire gli occhiali da sole ai filtri spettrali. Questo perché nella maggior parte dei casi le lenti degli occhiali da sole sono grigie, marroni o verdi, tonalità di colori utili solo a scurire l’immagine.

Un ulteriore strumento che sfrutta i filtri spettrali sono i rivestimenti colorati. Essenzialmente dei fogli di plastica colorati, si rivelano di grande aiuto a coloro che riscontrano difficoltà nella lettura o nella comprensione di un testo scritto.

 

Articolo di Alessandro Chiarion

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