I disturbi dello spettro autistico sono dovuti a deficit dello sviluppo neurlogico, l’autismo è dunque normalmente associato al cervello.

Uno studio condotto alla Harvard Medical School e pubblicato sul sito scientifico Cell dimostrerebbe però come non solo il cervello è coinvolto nell’Asd ma anche il sistema nervoso periferico.

La ricerca è partita osservando gli effetti di specifiche mutazioni genetiche, note per essere coinvolte nell’autismo, e applicandole a dei roditori. I geni presi in considerazione sono fondamentali per il normale funzionamento delle cellule nervose e precedenti studi li avevano già collegati alla compromissione del regolare funzionamento delle sinapsi, nell’autismo potrebbero essere i responsabili delle alterazioni percettive a cui fanno seguito ansia e problematiche nelle interazioni sociali.

“Abbiamo dimostrato che queste mutazioni nei topi sono in grado di causare un’ipersensibilità del tatto” afferma il co-autore dello studio e professore di neurobiologia David Ginty che con i suoi colleghi ha osservato come i topi presi a campione avessero delle reazioni particolari a diversi stimoli.

i roditori con mutazioni dei geni infatti mostravano una maggior sensibilità soprattutto tattile e dunque un diverso funzionamento dei nervi periferici che trasmettono informazioni sensoriali al cervello.

A ciò consegue un’alterata percezione degli elementi con cui i soggetti vengono a contatto.

“Il senso del tatto è solo un aspetto dell’Asd, e non pretendiamo che questo possa spiegare il meccanismo dell’autismo, ma queste alterazioni sensoriali possono aiutare a spiegare alcuni dei comportamenti osservati nei pazienti” conclude Lauren Orefice.

Gli esperti sono ora alla ricerca di approcci e metodi che potrebbero normalizzare il lavoro del sistema nervoso periferico.

Autismo: non solo un disturbo del cervello

https://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(16)30584-0

Commenta questo post