Edoardo e Sara sono due giovani di 16 e 17 anni. Entrambi affetti da Disturbo dello spettro autistico, entrambi restii a parlare.
E’ solo grazie alla cura, all’attenzione, all’umanità delle loro rispettive docenti di sostegno che questi due ragazzi trovano un modo per parlare, per comunicare il loro mondo. Da brevi ticchettii sui fogli, da tracce di matita e di penna, vengono spinti lungo un percorso artistico per nulla faticoso e così nascono opere incantevoli, con un’energia comunicativa enorme e con un valore terapeutico non da poco, come ci insegna la base dell’ArteTerapia.

Dall’esperienza di Edoardo e Sara e dai racconti delle loro docenti, nasce un libro dove vengono raccolti i dipinti dei due ragazzi e nel quale si tenta di tradurre in parole le loro rappresentazioni. Il titolo, ” Il T9 non si sbagliava!” a primo impatto scherzoso e poco serio, ha invero un significato particolare ed un perché molto curioso. A quanto pare il T9, il correttore automatico del telefono, ha corretto “autistico” in “artistico” durante la scrittura di un messaggio e da qui l’autrice, Daniela Buzzi, si è soffermata a pensare quanto fosse reale quella correzione, sopratutto contestualizzata nell’esperienza che stava vivendo in quel momento.

L’autismo, infatti, non viene dev’essere visto come un limite o quantomeno non solo con questo “valore”. Il disturbo dallo spettro autistico, se gestito in modo consono, può dar vita a magie inimmaginabili e permettere al mondo di scoprire nuovi talenti, nuove forme d’arte ma sopratutto aiutare i giovani che presentano questo disturbo a scoprire la propria Isola di Abilità.

 

Di seguito alcune delle opere realizzate dai due ragazzi e pubblicate in rete.

 

 

 

Fonti:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/12/04/news/edoardo_sara_autismo_libro_dipinti-182972177/#gallery-slider=182830413

Commenta questo post