KASPAR

I disturbi dello spettro autistico colpiscono più di una persona su cento. I bambini colpiti da questa sindrome possono trovare grandi difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale, persino con i propri famigliari.

Kaspar è stato pensato e progettato per essere un “robot espressivo” in grado di fornire delle forme di comunicazione ed interazione inizialmente ripetitive, in modo da facilitare l’interazione sociale con il bambino e renderlo più a suo agio.

Lo sviluppo, iniziato nel 1998, ha portato, dopo anni di tentativi e fallimenti per l’originalità del progetto, alla creazione del primo prototipo nel 2005. I ricercatori hanno portato Kaspar, attraverso un’intensa ricerca sul campo, ad interagire con più di 170 bambini.

Le ricerche hanno mostrato che il modo in cui il robot interagisce con l’utente può diventare un sano e prevedibile strumento di apprendimento per bambini autistici. Permette, infatti, di “insegnare” l’interazione sociale, le capacità comunicative e persino programmare degli specifici interventi terapeutici, come il contatto visivo, in un ambiente di gioco poco stressante per il bambino.

Le funzioni di Kaspar sono umane, ma semplificate. É questo a rendere speciale questo “oggetto”, il cui scopo è quello di migliorare le relazioni tra il bambino e altre persone. Altrettanto importante è il fatto che esso sia un oggetto tridimensionale, l’utente può cosi fisicamente esplorarlo instaurando una connessione con esso.

Le funzionalità sono pre-programmate sulla base dei bisogni del bambino che può controllarlo, attraverso un telecomando, prevedendo quindi entrambe le fasi dell’interazione. Grazie a ciò, Kaspar può essere utilizzato da due bambini contemporaneamente, come mediatore sociale.

Le versioni più recenti sono dotate di sensori touch, che possono incoraggiare o scoraggiare determinati comportamenti. Alcuni bambini autistici possono avere problematiche legate alla violenza, Kaspar è in grado di reagire se colpito, per esempio, dicendo “ahia” e rannicchiandosi. Questo istruisce il bambino, minimizzando le possibilità che uno stesso comportamento possa essere replicato contro altri bambini.

Il processo di sviluppo rimane tuttavia in continua evoluzione. Partendo dal presupposto che ogni bambino, in particolare quelli colpiti dal disturbo dello spettro autistico, è diverso, gli sviluppatori continuano ad adattare Kaspar alle necessità e caratteristiche del singolo utente. I ricercatori hanno lavorato, per esempio, con un bambino con problemi alimentari e sviluppato un gioco che incoraggiasse il bambino a mangiare.

É chiaro come Kaspar possa essere un’efficace e polivalente mezzo per l’assistenza di bambini autistici. Il margine di sviluppo ulteriore è ancora grande e la continua evoluzione in campo informatico e tecnologico uniti l’abbassamento dei prezzi della componentistica di cui è composto permettono una commercializzazione ad un relativo basso prezzo di 500$, assicurandone un futuro certo nelle case e nelle scuole.

Sitografia

https://www.wired.it/attualita/tech/2017/04/05/kaspar-robot-bambini-autistici/

https://www.redbull.com/car-en/kaspar-social-robot-helping-autistic-children-interact

https://www.herts.ac.uk/kaspar/the-social-robot

Crediti immagine:

https://image.redbull.com/rbcom/052/2018-08-17/4419fde1-cc85-48bf-b72b-9763286706b3/0100/0/1/kaspar-founder-ben-robins.jpg

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