Il contributo tecnologico 

Ai giorni d’oggi le risorse didattiche che la tecnologia e la rete mettono a disposizione sono molteplici e straordinarie. Temple Grandin evidenzia come i tablet, le risorse on-line e i vari programmi digitali siano un abile strumento attraverso cui i ragazzi con autismo possono maturare i propri interessi. Inoltre, la società riconosce i nuovi strumenti multimediali quale oggetto del tutto familiare, e quindi non estraneo.”Un tablet non è qualcosa che vi etichetta davanti al resto del mondo come un handicappato. È un oggetto normale che la gente si porta dietro.”

I “punti di forza”

Ne Il cervello autistico, la scrittrice sposta l’attenzione dai problemi che il ragazzo presenta alle abilità verso cui il soggetto tende naturalmente, e che generalmente sono trascurate. Infatti, la mancanza di flessibilità nella didattica scolastica e l’abitudine a considerare maggiormente il lato deficitario del soggetto sopprimono questi “punti forti”. “Se volete davvero preparare i giovani a entrare pienamente nella vita, allora dovete fare di più che lavorare sui loro deficit. Dovete inventarvi un modo di sfruttare i loro punti di forza”.

Lo spazio “Autcraft” 

Cinque anni fa, in linea con le parole della Grandin, è stata creata una realtà virtuale, “Autcraft”. Questo videogioco coniuga da una parte le capacità che possiedono autistici come i picture thinkers (ragazzi che pensano in immagini), dall’altra la possibilità di imparare e comunicare vivendo esperienze insieme ad altri giocatori.

Si tratta di una server-community fondata e realizzata da Stuart Duncan, padre che condivide col figlio il disturbo dello spettro autistico. La straordinaria capacità del videogioco, accessibile dal più noto “Minecraft”, è quella di sintonizzare ragazzi ed adulti affetti d’autismo all’interno di uno spazio protetto. Nella realtà virtuale, il giocatore si muove liberamente, aprendosi ad un mondo privo di paure sociali e pregiudizi. La piattaforma costruisce un rapporto più forte con sé stessi e con gli altri, e può essere d’aiuto nell’imparare a leggere e a parlare. Come spiega Duncan, questo spazio “dà a loro e alle loro famiglie la possibilità di avere uno spazio dove giocare in tutta tranquillità con ragazzi affetti dallo stesso problema”.

https://www.autcraft.com/

https://www.ted.com/talks/stuart_duncan_how_i_use_minecraft_to_help_kids_with_autism/transcript

Temple Grandin con Richard Panek, Il cervello autistico, trad. di M.A. Schepisi, La Collana dei Casi, Adelphi, Milano, 2014.

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