Spesso quando si parla di autismo e delle difficoltà che si presentano quando si cerca di definirlo, la prima cosa che viene in mente è la difficoltà, più o meno grave a seconda del soggetto, di comunicare. Pensando poi a quanto la comunicazione sia diventata fondamentale nel mondo moderno, un ragazzo autistico può ritrovarsi in difficoltà sin dalla tenera età. Una terapia che può aiutare è la musicoterapia, ossia un uso studiato di interventi musicali su un soggetto giovane per affrontare al meglio bisogni fisici, emotivi, cognitivi e sociali degli individui.

Grazie a nuovo studio condotto dal team di M. Sharda, neuroscienziata e consulente sulle ricerche per la salute mentale presso l’Università di Montreal, si è potuto notare come il cervello venga influenzato positivamente dagli interventi musicali. Attraverso tecniche di monitoraggio come la risonanza magnetica a riposo e la semplice osservazione diretta da parte di esperti, si è potuto osservare che, quando la musicoterapia migliorava comunicazione e reattività sociale, mutavano le connessioni tra diverse aree del cervello dei pazienti. Precisamente c’era uno sviluppo nel rapporto tra l’area dell’elaborazione uditiva e quella motoria in sfavore di una perdita delle connessioni tra l’area sempre uditiva e quella visiva.

Tutto ciò però portava ad un miglioramento delle misure comportamentali dimostrando come lo strumento della musicoterapia portava di fatto buoni risultati in questo esperimento; inoltre, dimostra come la spiccata sensibilità sensoriale tipica di un soggetto autistico potesse essere una delle cause delle sue lacune sociali.

 

Articolo: https://www.portale-autismo.it/autismo-come-la-musicoterapia-influisce-sul-cervello/

Studio: Sharda, M., Tuerk, C., Chowdhury, R., Jamey, K., Foster, N., Custo-Blanch, M., Tan, M., Nadig, A., & Hyde, K. (2018). Translational Psychiatry. DOI: 10.1038/s41398-018-0287-3

 

 

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