In un mondo sempre più connesso si sono create nuove vie di comunicazione ed informazione, fino ad arrivare ad uno di fenomeni più grandi del momento: i social media.
Queste piattaforme digitali vengono usate spesso per divertirsi o espandere i propri interessi, ma sempre maggiormente stanno diventando anche un’importante fonte di informazione e uno strumento di sensibilizzazione.
Da chi condivide post di attualità, a chi si batte per i diritti umani, molti account hanno come obbiettivo mostrare una visione differente del mondo ed aprire gli occhi agli utenti che si imbattono nei loro posts.

Un fenomeno che non ha escluso la tematica dell’autismo, sensibilizzando sull’argomento anche in modo ironico e senza risultare pesante.
Su Instagram si possono trovare differenti pagine interessate all’argomento, che lo trattano ognuna in modo differente: se da un lato esistono pagine istituzionali che usano un linguaggio formale e serio (@autismspeaks, @autismsociety), dall’altro si trovano genitori che hanno deciso di condividere la propria esperienza (@mammaneuroatipica, @autismamma), ma gli account forse più interessanti sono quelli personali di alcuni giovani ragazzi autistici che hanno deciso sensibilizzare in un modo diverso.

Questi ragazzi, tra cui troviamo @_ellawillis, @sarahjmurr, @chloeshayden, raccontano la loro esperienza in prima persona, con metodi e linguaggi tipici delle persone della loro età.


Stories, reels e post, spesso anche ironici, riescono a sensibilizzare un pubblico giovanile, facendogli vedere il mondo attraverso occhi diversi.
Da una lato si trovano spiegazioni puntuali, semplici e chiare, trasmesse in post colorati e accattivanti, dall’altro c’è quel divertimento tipico dei social, che attraverso i reels, video lunghi al massimo un minuto, illustra situazioni, disagi, problematiche in chiave ironica, unendo così intrattenimento e riflessione, senza risultare noioso e di difficile comprensione.

Il fenomeno si è allargato a tal punto che esistono intere pagine dedicate solo ai video comico-informativi, come @actuallyautistictiktoks (con un seguito di 75,3mila followers).
Certamente è sempre bene informarsi attraverso siti scientifici ed associazioni, ma per un primo approccio i social sono una potente via di comunicazione e sensibilizzazione.

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