Il disturbo dello spettro autistico non è sempre facile da comprendere, soprattutto per coloro che non sono stati direttamente a contatto con esso. Come altri fenomeni, molte persone conoscono l’ASD attraverso il modo in cui il disturbo è rappresentato in televisione e nei film.

Naturalmente, non tutti le serie TV o film sono uguali. Ci sono buone e cattive rappresentazioni sia delle persone con ASD che degli effetti che il disturbo ha sulle loro famiglie e vite. Le cattive rappresentazioni lasciano prospettive fuorvianti nella testa delle persone mentre quelle buone migliorano la comprensione e diffondono empatia sia per le persone affette dal disturbo che per i familiari.

Nel 1988 il film Rain Man ha introdotto il disturbo al grande pubblico. Dopo il suo rilascio, le diagnosi negli Stati Uniti salirono alle stelle, e così pure la presenza di personaggi autistici nella cultura pop. Negli anni ’80 c’erano solo due film con protagonisti personaggi autistici. Nel decennio successivo ce n’erano una dozzina. Più il film, il libro o lo spettacolo sono vecchi, meno i personaggi sembrano autistici, alcuni di essi sono etichettati come autistici ma riscontrano pochissimi sintomi.

Rain Man, tuttavia, era diverso. Raccontava una storia ambientata in un’epoca in cui il modo più comune di trattare una persona con questo disturbo era mandarla via, in un istituto mentale. Dustin Hoffman ha mostrato un immenso rispetto per la sua interpretazione, dipingendo un personaggio poliedrico che sembrava umano e reale.

Il film ha aiutato a umanizzare le persone con ASD e il suo successo commerciale e critico ha spianato la strada a ulteriori film con personaggi autistici.

Oggi i personaggi autistici sono infatti ovunque. Molte opere di fiction presentano personaggi, centrali e meno, con lo spettro.

Alcuni di questi personaggi sono ben riusciti. In Parenthood, il giovane Max Braverman viene diagnosticato nel primo episodio. La serie non riguarda necessariamente Max, anche quando si racconta una delle storie di Max, ma è un trattamento del personaggio onesto ed equo. Il creatore dello spettacolo, Jason Katims, ha scritto dalla sua stessa vita: a suo figlio è stato diagnosticato l’Asperger e ciò rende la prospettiva del genitore che osserva l’autismo da lontano chiara e fedele. Katims ha lavorato molto per creare un personaggio autistico realistico, portando, ad esempio, uno psicologo per aiutare. Per quanto sia realistico però, è ancora impossibile percepire Max come una persona completamente reale, la sua identità è inghiottita dalla diagnosi. Non sembra accadergli nulla in cui l’Asperger non ne sia al centro.

Un altro esempio è il personaggio di Abed in Community. Dan Harmon, lo showrunner, si è diagnosticato pubblicamente con il disturbo. L’estrema intelligenza di Abed non è rappresentata come se fosse qualcosa di anormale o fuori dal comune, ma semplicemente come un ragazzo intelligente. È autocosciente, consapevole della cinepresa, consapevole del modo in cui funziona il mondo dello spettacolo, in un modo in cui nessuno degli altri personaggi lo è. E, soprattutto, ha un gruppo di amici, affiatato e solidale. La maggior parte delle avversità che Abed affronta viene dal modo in cui il mondo reagisce alle sue stranezze.

Ci sono molti però anche molti esempi di personaggi autistici distanti dalla realtà, i quali suggeriscono immagini false e non realistiche sull’autismo. Suggeriscono che le persone autistiche sono definite dalla loro disabilità, e non viceversa. Suggeriscono che esse possono connettersi solo con altre persone autistiche e possono trovare l’amore solo con altre persone “strane”, perché sono troppo strane per chiunque sia interessato. Il problema con la maggior parte dei ritratti mediatici dell’autismo non è che è ingiustamente stereotipato, è che di solito è troppo comprensivo, non più empatico, e attraverso questo alimenta i pregiudizi e le ansie della società nei confronti dell’autismo.

Tutti i personaggi, non solo quelli con autismo, devono essere rappresentati con empatia, non compassione. I personaggi autistici devono essere mostrati al di fuori della luce del loro disturbo, in un modo altrettanto complicato e sfaccettato come sono scritti gli altri personaggi.

 

Sitografia:

https://wrongplanet.net

https://www.appliedbehavioranalysisedu.org

Foto:

https://movieplayer.it/foto/peter-krause-e-max-burkholder-nel-pilot-di-parenthood_148444/

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