La routine e l’ordine danno conforto e senso di sicurezza, un cambiamento, per quanto piccolo e apparentemente insignificante possa sembrare, è in grado di sconvolgere lo stato d’animo di una persona. È comune, soprattutto nei bambini, svolgere delle azioni seguendo una modalità ben conosciuta e più volte collaudata, come, per esempio, bere sempre dallo stesso bicchiere oppure muovere tra le mani un determinato oggetto mentre si studia o si ripete. Queste azioni sono particolarmente accentuate nei soggetti affetti da autismo nei quali si evidenzia una sottomissione rigida ad abitudini o a rituali costanti, con un’estrema intolleranza nei confronti dei cambiamenti. Molti bambini autistici sono così coinvolti mentalmente dalla routine, che nulla può essere cambiato senza far esplodere una reazione di collera o un altro disturbo emozionale.

Questa ripetizione di sequenze invariate e costanti di comportamento è chiamata stereotipia; essa può variare nel tempo per caratteristiche, intensità e frequenza, in base ai cambiamenti ambientali e a ciò che vive il bambino in un determinato momento.

Esistono diversi tipi di stereotipie:

Le più evidenti sono le stereotipie motorie, le quali consistono in movimenti ritmati nei quali il bambino sembra concentrato come strofinare o battere le mani e dondolare il tronco avanti e indietro.

Le stereotipie nella comunicazione possono riguardare il linguaggio o anche la scrittura: alcuni bambini emettono continui suoni con la voce, altri scrivono lunghi elenchi di parole, frasi o nomi o richiedono di vedere sempre lo stesso film o lo stesso cartone animato.

Le stereotipie nei comportamenti sono spesso caratterizzate da richieste sempre uguali. Ad esempio di premere il bottone dell’ascensore, di bagnarsi le mani, di guardare la luce o anche di battere la testa sul muro. Possono rientrare nelle stereotipie, quindi, anche dei comportamenti di apparente autolesionismo.

Il bambino che possiede stereotipie nei giochi tende ad usare lo stesso giocattolo sempre allo stesso modo per un tempo infinito.

Molto evidenti sono anche le stereotipie nel disegno: i bambini che ne soffrono tendono a disegnare sempre lo stesso elemento che in quel momento è predominante nel loro animo.

Per i ragazzi con autismo vi sono anche le stereotipie negli interessi: essi vengono assorbiti completamente da una o più attività ristrette, spesso inusuali.

Questa tendenza a concentrare l’attenzione su un determinato interesse può rappresentare sia un problema che un’opportunità. Ciò dipende dall’oggetto sul quale il soggetto ha focalizzato l’interesse e nel modo in cui questo interesse si manifesta. L’eccessiva attenzione per i dettagli di questo oggetto potrebbe portare a delle fobie che potrebbero peggiorare ulteriormente le loro capacità di socializzare. Inoltre l’attrazione e l’adesività ad un determinato interesse impediscono e rallentano lo sviluppo psicologico e lo sperimentare tipico di quell’età. Al contrario, un interesse intenso verso una particolare attività può portare all’apprendimento di abilità che possono risultargli  molto utili sia nell’ambito sociale che per altri ambiti, i quali possono venirne influenzati positivamente.

Una possibile ragione per questa insistenza sulla ripetitività potrebbe essere trovata  nell’incapacità di comprendere e di confrontarsi con nuove situazioni dei soggetti autistici. Inoltre, è importante tenere sempre in mente che ogni gesto, ogni movimento, ogni comportamento o intonazione della voce, sono il riflesso del nostro stato interiore e delle nostre emozioni.

Una stereotipia infatti può essere sensibile al livello di energia e alle emozioni del bambino, ed essere molto più evidente ed invasiva in uno stato di rabbia o agitazione, oppure meno accentuata in un momento di tranquillità. Dietro, spesso, si nasconde anche la necessità del bambino di diminuire e contrastare le ansie, le paure, le angosce ed i conflitti presenti in lui.

In un gesto, in un suono o in un’azione che si ripetono, il bambino cerca tranquillità e sicurezza, perdendo tuttavia in quel momento il contatto con l’ambiente che lo circonda.

È per tale motivo, importante trovare una soluzione che trasformi questo comportamento in un momento di condivisione, rendendolo una comunicazione empatica che lascia spazio al bambino di esprimere le proprie emozioni.

 

Sitografia:

http://www.cslogos.it/sito/index.php?option=com_content&view=article&id=284:le-stereotipie-e-le-resistenze-al-cambiamento-nel-bambino-con-disturbo-autistico&catid=29&Itemid=160

https://sportellautismo.altervista.org/autismo-e-stereotipie/?doing_wp_cron=1569159694.2049899101257324218750

http://www.genitorifelici.info/2017/05/15/autismo-stereotipie-ed-interessi-ristretti-prima-parte/

https://www.centromedicoriabilitativo.it/blog/2017/11/trasformare-la-stereotipia-atto-comunicativo/

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