Nao è un robot umanoide progettato dalla Aldebaran-Robotics che ha sede in Francia nel tentativo di essere di supporto in alcuni comportamenti tipici dei soggetti con ASD. Nella ricerca sull’autismo i robot sono argomento di studio e di sperimentazione dagli ultimi anni novanta partendo da Kaspar, una delle prime tecnologie interattive di supporto, e negli anni sempre più aziende si sono cimentate nell’impresa con AIBO, Keepon, Robota, Milo. Tutti questi sono robot hanno portato a risultati positivi simili per la maggior dei casi, legati a certi comportamenti nonostante le diverse tipologie di funzionamento dei robot.

Ad esempio si è notato in tutti i casi un aumento significativo del numero e del tempo di interazione con il robot e in alcuni casi anche con l’operatore presente e un aumento di comunicazione verbale, interazione reciproca e interazione autentica (che varia di significato tra le varie ricerche). Secondo molti infatti due sarebbero i motivi dello spiccato interesse dei soggetti: per primo la semplificazione di molti aspetti come l’espressione o il tono della voce che può distrarre o turbare il soggetto ma soprattutto l’apparente indipendenza dei robot che imitano azioni volontarie e reazioni semplici (ad esempio il tocco) ma in maniera comunque prevedibile.

Un fattore importante da considerare è il contributo che questi robot possono dare alla ricerca tramite le registrazioni e tramite diversi tipi di interazioni programmabili focalizzandosi su diversi aspetti dell’autismo che va dall’insegnare reazioni emotive semplici fino allo studio sulla capacità di imitazione robot-bambino comparata a quella uomo-bambino. Il programmare diventa quindi fondamentale per studiare comportamenti diversi in base al campo di studio utilizzando però lo stesso strumento. Nello studio sulle capacità di imitazione che ha utilizzato Nao (da notare che il robot è stato scelto in base allo scopo e non in relazione ad altri fattori di interesse) ha mostrato dei risultati interessanti sulla maggior parte dei bambini (con diversi livelli cognitivi e verbali) soprattutto in alcuni comportamenti specifici come l’iniziativa all’interazione, il contatto visivo e le reazioni positive. In altri contesti è stato utilizzato per facilitare l’interazione tra operatore e bambino o per far svolgere al bambino attività di associazione base (parola-immagine).

Nonostante i risultati positivi questi sono comunque insufficienti a stabilire con certezza un netto miglioramento cognitivo o sociale del soggetto autistico ma le possibilità restano ampie: anche se NAO non dovesse contribuire significativamente allo sviluppo del bambino potrebbe invece aiutare molto la ricerca sia per il materiale raccolto che per la versatilità nei diversi studi sociali e comportamentali.

 

SPECIFICHE TECNICHE

Il robot di forma umanoide è alto 57 centimetri e pesa 4.5 kilogrammi e ha in totale 25 gradi di libertà (DOF) di cui 11 negli arti inferiori e 14 in quelli superiori. L’intero corpo è controllato da uno speciale motore collocato nella zona pelvica e che gli permette di piegarsi in avanti mentre allarga le gambe.

Alcune luci led colorate sono posizionate sul corpo compresi gli occhi e sono in grado di dar vita a giochi di luce

NAO è equipaggiato con una gamma di sensori (anche di tatto) compresi 2 girometri e 3 accellerometri, per migliorare l’acquisizione di segnali in tempo reale, che si aggiornano a cicli di 20 millisecondi.

Il robot è facilmente programmabile ed il software unito ai sensori permette la localizzazione sonora e il riconoscimento di ostacoli, di pattern visivi e forme colorate.

L’interfaccia di controllo è chiamata Choregraph e la sua semplicità permette anche a assistenti senza competenze tecniche di programmare le attività e addirittura programmare movimenti complessi in maniera indipendente (con Python).

Due telecamere (una nel mento, l’altra nel mento) hanno una risoluzione di 640×480 a 30 frame al secondo e oltre a registrare le sedute possono scattare foto, riconoscere i volti e trasmettere in diretta.

Il costo varia dai 14.000 ai 16.000 $ed è chiaramente privativo per la stragrande maggioranza dei nuclei familiari ed è quindi più adatto a luoghi di ricerca o scuole che possono programmare NAO in base alle necessità e alle capacità del singolo, smorzando i costi.

Il prezzo di questi supporti deve essere un’ulteriore motivazione all’ideazione di supporti simili senza l’utilizzo di sistemi tecnologici così avanzati ma altrettanto efficaci.

FONTI E LINK:

https://hal.archives-ouvertes.fr/hal-01265990/document

https://link.springer.com/chapter/10.1007/3-540-44617-6_6

https://ieeexplore.ieee.org/abstract/document/6249446

https://www.youtube.com/watch?v=lm3vE7YFsGM

 

 

 

 

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