I bambini affetti da autismo o disturbi dello spettro autistico hanno grandi difficoltà nell’identificare e nel riconoscere gli stati emotivi delle persone che interagiscono con loro in quanto non riescono a distinguere e decodificare in modo appropriato l’espressione di un volto felice, triste o spaventato.

Diversi professionisti, per cercare di migliorare i sintomi autistici legati ai deficit interpersonali nei bambini che ne soffrono e per implementare degli interventi che si adattino alle loro esigenze e alla loro giovane età, ricorrono all’uso di robot cosiddetti kid-friendly.
Questo tipo di terapia con l’ausilio di robot risulta efficace se quest’ultimo è in grado di interpretare facilmente il comportamento unico del bambino con il quale interagisce.
Per tale ragione, il Media Lab del Massachussets Institute of Technology in collaborazione con il dipartimento di scienze robotiche e tecnologiche dell’università giapponese Kasugai, e il dipartimento di Computing dell’Imperial college di Londra, hanno ideato un robot umanoide in grado di apprendere e personalizzare le sue risposte sulla base dei dati che riceve e percepisce dal bambino con autismo, con una correlazione del 60%.
L’obiettivo a lungo termine di questo progetto non è quello di realizzare automi che possano sostituire il terapeuta umano, ma che possano potenziare la raccolta delle informazioni cruciali sul comportamento del bambino tramite un’interazione reale e coinvolta con lui, in modo tale da aiutare e assistere il terapeuta a mettere in atto degli interventi su misura.

I ricercatori, autori dello studio, hanno “messo alla prova” questo robot con 35 bambini con diagnosi di autismo, 17 di nazionalità giapponese e 18 di nazionalità serba.
Il punto fondamentale della ricerca risiede nel fatto che esso è in grado di interagire con i bambini attraverso una modalità accattivante, che suscita curiosità e attira l’attenzione, come se per i bambini fosse una persona reale e non semplicemente un giocattolo e pertanto i dati che l’umanoide ricava dall’interazione naturale con il bambino sono assolutamente affidabili e spontanei.
Inoltre, per i bambini l’interazione con un robot che si comporta all’incirca nella stessa maniera risulta meno frustrante rispetto ad una con un adulto umano che tende ad assumere diverse e più complesse espressioni del volto.
La caratteristica che rende NAO così unico è che può apprendere da dati acquisiti direttamente da ciascun bambino tramite i video delle loro espressioni del volto, movimenti del corpo, gesti e posture, file audio, registrazioni fisiologiche come la frequenza cardiaca, la temperatura corporea e le risposte di conduttanza cutanea ottenute grazie a degli apparecchi situati sul polso dei bambini.

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