Tra i sintomi che maggiormente identificano i bambini autistici è preponderante la difficoltà di scambio di stimoli con l’ambiente circostante che determina il deficit dell’attenzione condivisa e dell’interazione sociale. Inoltre la concentrazione del soggetto verso ciò che lo circonda è catturata in modo particolare da alcuni stimoli sensoriali, quelli provenienti dal gusto, dall’olfatto e dal tatto. E gli altri sensi? Durante lo sviluppo il bambino autistico utilizza in modo diverso vista e udito per esplorare l’ambiente.

La musicoterapia si inserisce a questo punto come strumento del terapeuta per stimolare nei bambini l’interazione e la comunicazione tra mondo interno e mondo esterno. L’arte della musica è regina nel creare ponti e contatti espressivi con un linguaggio invisibile. In questo studio infatti la musica viene utilizzata in età infantile mediante incontri che prediligono la produzione spontanea, l’espressione libera di suoni, così da stimolare la nascita di codici comunicativi originali per le emozioni. L’espressione di musica e ritmo permette ai bambini di esprimersi anche nel movimento.
Il risultato di questi studi è un miglioramento nella diminuzione del tempo in cui questi soggetti rimangono in assenza di condivisione. La ricerca in questo campo è ancora all’inizio, ma contribuisce a considerare la musica come mezzo di terapia per attivare nel bambino lo scambio reciproco e le relazioni affettive.

Associazione Professionale Italiana Musicoterapisti

Numero 27 della rivista specializzata dove potete trovare i due articoli dedicati a musicoterapia e autismo, in particolare lo studio dell’esperimento realizzato dall’Università di Trento. Mt-n.-271-1

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