Nuovi materiali tessili ibridi per architetture sensoriali.

La pubblicazione di Sean Ahlquist, assistente professore di architettura all’università del Michigan, presenta una ricerca su spazi sensoriali costruiti con nuovi materiali tessili ibridi per una architettura caratterizzata dal coinvolgimento tattile e spaziale.

Attraverso l’integrazione di sensori, proiettori video e altoparlanti in tensostrutture fatte a maglia con macchine a controllo numerico, l’utente è aiutato a meglio comprendere la propria esperienza multisensoriale. Si viene portati a calibrare e prestare attenzione alle deformazioni provocate dalle proprie mani e dal corpo con la struttura.
L’ipotesi di fondo è che si possa migliorare l’interazione sociale dei soggetti autistici migliorandone il coordinamento motorio.

L’autore è stato ispirato dall’osservazione di sua figlia di 7 anni affetta da autismo ed in particolare da come la bambina si relaziona in maniera tattile con la realtà che la circonda. Cercando di comprendere meglio come la bambina percepisce il mondo intorno a lei e spinto dal desiderio di farne parte, Ahlquist sfuma il confine tra gioco, attività didattica e terapia sfruttando le nuove tecnologie.

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