Charlie (Tom Cruise), in seguito alla morte del padre, giunge a conoscenza delle volontà testamentarie del genitore, il quale nomina come unico erede il fratello maggiore Raymond (Dustin Hoffman), affetto da sindrome del savant (autismo ad elevata funzionalità). Al fine di mettere mano al patrimonio paterno egli decide di rapire il fratello dalla clinica psichiatrica in cui è ricoverato, con la speranza di diventarne il tutore. Entrambi intraprendono così il viaggio verso Los Angeles, durante il quale Charlie ha modo di conoscere meglio il fratello, che presenta numerose difficoltà ad interagire con la realtà che lo circonda, ma si dimostra fin da subito dotato di straordinarie capacità mnemoniche e matematiche, grazie alle quali ricavano un’ottima vincita al tavolo verde in un casinò di Las Vegas, dal quale vengono allontanati in seguito all’accusa di “contare le carte”. Al termine del viaggio trascorso insieme al fratello, Charlie comprende di non essere in grado di occuparsi da solo di quest’ultimo e, pertanto, rinuncia all’eredità paterna, ma promette che andrà a trovare spesso il fratello presso l’istituto in cui è accudito.

 

Il film tratta sostanzialmente la tematica dell’autismo legato ad abilità matematiche e mnemoniche fuori dal comune, proprie delle persone affette da autismo, in particolare del disturbo dello spettro autistico denominato “sindrome del savant” , che vede lo sviluppo di una particolare abilità sopra la norma in un settore specifico.

Rain Man, 1988, diretto da Barry Levinson, interpretato da Dustin Hoffman e Tom Cruise, vincitore di 4 Premi Oscar

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