È una realtà ormai consolidata che i casi di autismo registrati siano aumentati enormemente negli ultimi trent’anni raggiungendo numeri davvero alti e, certamente, questa tendenza non sembra diminuire.
I dati più recenti ci dicono che circa un bambino su 70 – 80 risulta essere autistico tuttavia nella loro analisi occorre tener conto di varie informazioni.

In primis questi dati “allarmanti” sono dovuti al fatto che oggi si presta molta più attenzione ai sintomi del disturbo dello spettro autistico rispetto al passato quando i criteri per la diagnosi di autismo erano molto ristretti e non tenevano conto della diversità sintomatica che questo esso comporta. Non a caso a molti specialisti poteva capitare di non diagnosticare mai, durante la propria carriera, neppure un singolo caso di autismo: si propendeva piuttosto verso altre patologie di natura psichiatrica.
Oggi invece c’è una maggiore consapevolezza sul tema sia da parte dei genitori che da parte dei medici, in grado di riconoscere i tratti della malattia più efficacemente e precocemente.

In secondo luogo è necessario puntualizzare che l’incremento è dovuto anche all’inclusione, nei dati, di individui adulti solo recentemente diagnosticati come autistici.

Da qualunque angolazione si vogliano osservare questi dati è  importante prendere atto del loro significato: l’autismo è presente nella nostra società e necessità di interesse e assistenza da parte della società e delle istituzioni.

 

  1. E. Willingham; Why Were Cases Of Autism So Hard To Find Before The 1990s? consultato il 24-09-2017
  2. S. Silberman; conferenza TED: The forgotten history of autism; consultato il 23-09-2017

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