MATERIALI E GIOCHI PER BAMBINI NON VERBALI

 

  • Giochi con bolle di sapone: la funzione di questo gioco è quella di insegnare al soggetto a guardare le persone e a ricambiare lo sguardo; il terapista mettendosi di fronte al bambino gli chiede di guardare le bolle e in seguito di guardarlo; per mantenere alta l’attenzione del soggetto è utile descrive le caratteristiche delle bolle, se il bambino è molto interessato dall’esercizio si può interrompere aspettando un atto comunicativo prima di riprendere l’esercizio.
  • Giochi con palloncini: lo scopo di questo gioco è quello di sviluppare l’attenzione condivisa e la sintonizzazione emotiva; entrambe le capacità possono essere stimolate dal suono del palloncino che si gonfia e dall’aumento di volume dello stesso. Per stimolare il contatto visivo, inoltre, è buona norma avvicinare il palloncino al viso del soggetto, guardandolo attraverso si sviluppa anche il contatto visivo anche in questo caso l’interruzione del gioco può stimolare una richiesta da parte del bambino.
  • Giochi con le palle: questo gioco oltre ad avere la funzione di attenzione congiunta, prevede anche l’imitazione e lo scambio di turni. Il terapista seduto con le gambe divaricate attira l’attenzione del bambino facendo roteare la palla, una volta acquisita la sua attenzione il terapista chiede al bambino se vuole provare; lo scopo del esercizio è giocare con il bambino attraverso lo scambio della palla in modo tale da sviluppare lo scambio vocale, l’attenzione al viso e lo scambio si sguardi.
  • Gioco con la voce: questo gioco è utile per favorire lo scambio vocale, lo scambio di sguardi e l’attenzione del viso dell’interlocutore. Il terapista si siede vicino al soggetto e presta attenzione alle emissioni vocali del bambino, se il bambino non parla il terapista ripete i suoni emessi dal soggetto. Successivamente il terapista cambia il tono, la modulazione o la durata dei suoni emessi e si chiede al bambino di ripetere questi suoni.
  • Giochi di contatto: questo gioco è utile per favorire lo scambio vocale, di sguardi e l’alternanza tra questi due input. Il terapista fa dondolare il bambino su un grosso pallone gonfiabile e lo fa cadere dolcemente il paziente a terra dicendolo preventivamente.
  • Giochi costruttivi: in questi giochi l’interesse del bambino è molto alto, lo stimola a giocare da solo, a interagire con altre persone e a esprimere il suo pensiero. Il terapista si siede vicino al bambino e con l’ausilio di vari oggetti li classifica, poi chiede al bambino di fare lo stesso, cercando di interagire con il bambino e ponendogli semplici quesiti relativi al gioco svolto.
  • Filastrocche: questo gioco aiuta il bambino ad abituarsi a cambiamenti repentini nel suono della voce; il terapista racconta filastrocche o semplici racconti (non sono importanti le parole ma le assonanze e dissonanze sonore) cercando di tenere alta l’attenzione del bambino.

 

 

MATERIALI E GIOCHI PER BAMBINI VERBALI

 

  • Giochi con le macchinine: il gioco delle macchinine è utile a favorire le abilità comunicative e ridurre i comportamenti problema. Il gioco può essere strutturato con un percorso e/o una semplice storia. L’obiettivo del gioco e quello di sviluppare la capacità simbolica o rappresentativa ma anche gli aspetti comunicativi, viene inoltre potenziata l’attenzione selettiva, sostenuta e congiunta.
  • Giochi con la casetta e i personaggi: questo gioco è adatto per bambini con autismo verbale e ha come punto di forza la possibilità di fare aumentare la creatività del bambino riducendo il linguaggio ripetitivo. Il gioco permette al bambino di conoscere situazioni inerenti alla realtà e favorisce lo sviluppo di pattern di comportamento adeguati al contesto.
  • Disegni a tavolino: obiettivo del gioco e quello di rappresentare graficamente un’esperienza di vita o appena svolta in terapia in modo che la possa rielaborare verbalmente, sotto la guida del terapista, e comprendere la scansione temporale degli eventi. Il disegno può essere anche un mezzo per favorire una comunicazione più funzionale e adatta al contesto.
  • Lettura di storie: la lettura di storie favorisce l’aumento dell’attenzione congiunta e sostenuta. E importante durante la storia gesticolare per mantenere l’attenzione del bambino e richiedergli, alla fine, di raccontarla aiutandolo con domande. L’obiettivo è quello di sviluppare un linguaggio di tipo creativo e meno automatico.
  • Giochi strutturati e in scatola: ad esempio il gioco della dama, il gioco dell’oca e quello del memory. Obiettivo e quello di favorire la relazione con i coetanei e per permette al bambino di organizzare in modo migliore i suoi tempi liberi.
  • Sviluppare i talenti: l’obiettivo è quello di sviluppare le capacità del bambino in cui manifestano maggior flessibilità di pensiero invece di dare attenzione ai loro limiti. I talenti offrono una visione positiva dell’autismo permettendo al bambino di sviluppare i suoi punti di forza e fare di essi un punto di partenza per raggiungere un maggior equilibrio con sé stessi e superare le difficoltà di comunicazione tipiche del disturbo.

fonti:

https://www.neuropsicomotricista.it/argomenti/409-tesi-di-laurea/intervento-nei-disturbi-dello-spettro-autistico-409/1430-bambini-affetti-da-disturbi-dello-spettro-autistico-strumenti-e-giochi.html

Commenta questo post