Una delle principali difficoltà dei ragazzi affetti da autismo è la capacità comunicativa normale.

Questa carenza, nella maggior parte dei casi, porta al deterioramento dei rapporti e ad un progressivo isolamento della persona, talvolta persino rispetto ai genitori.

 

I Musicoterapisti possono aiutare a creare tra genitore e figlio un ponte emotivo tramite l’improvvisazione musicale che stimola la socializzazione, ma la ridotta durata delle sedute risulta spesso non sufficiente ai bisogno del bambino, specie nei primi anni di vita e la difficoltà di suonare gli strumenti, impedisce molto spesso ai genitori di continuare la terapia a casa.

 

Abbattere queste barriere tramite un semplice ed intuitivo utilizzo, basato sul modello delle percussioni è il compito di Synchrony.

Grazie alla possibilità di utilizzare questo oggetto solo con la pressione delle mani, consentendo di suonare diversi strumenti (a seconda delle opzioni inserite tramite app dello smartphone), rende possibile, anche ai malati più gravi ed a chi non possiede nessuna abilità musicale, creare delle melodie armoniose in maniera tale da poter creare il legame emotivo che si ottiene durante le sedute di Musicoterapia.

 

Synchrony è attivato dalla pressione che viene esercitata sulla superficie in silicone, modulando volume e durata del suono a seconda della pressione che viene applicata su di essa.

Questo meccanismo diminuisce la diffidenza che il soggetto autistico ha nei confronti del contatto fisico, oltre a renderlo partecipe nella creazione di una melodia aumentando la sua abilità di adattamento ed interpretazione.

 

La possibilità di registrare le sedute di composizione rende possibile rendere partecipe il terapista dei progressi fatti dal ragazzo anche durante gli esercizi fatti a casa.

 

La facilità di utilizzo e l’intuitività di Synchrony, lo rendono un eccellente esempio di prodotti in grado di aiutare i bambini autistici a comunicare con il mondo esterno, oltre a dare la possibilità ai genitori di poter abbattere le barriere che impedivano loro di comunicare con il proprio bambino.

 

 

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