Terapia motoria, un aspetto dimenticato e occasione di design

Sebbene fin dalle prime ricerche la goffaggine sia sempre stata annoverata tra i sintomi autistici, veniva però considerata un deficit secondario rispetto a quelli relativi all’ambito sociale, tanto che tuttora mancano studi che mettano in luce la natura della connessione tra autismo e deficit motori. L’esistenza di una correlazione è comunque evidente: l’87% dei bambini autistici ha difficoltà motorie intrinseche, che provocano una lunga serie di disagi con pesanti risvolti psicologici e relazionali. Così azioni quotidiane che richiedono abilità motorie quali la coordinazione allacciare le scarpe o portare il cucchiaio alla bocca possono diventare complesse limitando l’indipendenza dei soggetti a scapito dell’autostima e dell’esperienza sociale.

Diversi studi hanno indagato sulle esatte aree motorie compromesse dall’ASD, rivelando difficoltà di equilibrio, di coordinazione e una propriocezione scarsa.

Questi deficit sono molto evidenti nei bambini, in maniera proporzionale al ritardo cognitivo. Mentre in età adulta, come per altri aspetti dell’autismo, si riscontra un lieve miglioramento, poiché l’individuo impara a controllare i sintomi e nasconderli. Ma spesso anche in adulti ad alto funzionamento permangono alcune fragilità motorie, palesate in movimenti più lenti, aritmie nella camminata e una generale goffaggine rispetto ai coetanei neurotipici.

Dall’altra sponda una serie di studi testimonia l’efficacia e i risvolti positivi di un’adeguata terapia motoria in aggiunta alla classica terapia comportamentale. I bambini riescono a migliorare le loro skills motorie e sociali, riportando miglioramenti cognitivi e la tendenza a ridurre i comportamenti stereotipati.

Queste ricerche propongono lo sport e l’attività motoria in generale come uno strumento, fondamentale ma spesso sottovalutato, utile a migliorare la vita delle persone autistiche. Così accanto alla terapia motoria svolta da professionisti può svilupparsi una nicchia di mercato che richiede giochi domestici che puntino proprio a migliorare questi deficit, in particolare coordinazione e equilibrio, ad esempio Wobbel di cui abbiamo parlato qui. Costituirebbe una corrente di progetto distinta rispetto alla tendenza che domina l’odierna offerta dei giochi per bambini autistici, fissata su prodotti che stimolano l’aspetto sensoriale e socio-comportamentale.

Articolo di Matteo Caroli

Fonti

Ricerca su firma motoria in adulti ASD

Abilità motorie nell’autismo un’occasione sprecata

L’autismo influenza le abilità motorie

Studi su efficacia terapie motorie

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