La Terapia di Scambio e Sviluppo

La Terapia di Scambio e Sviluppo si basa essenzialmente sullo scambio tra il bambino e l’ambiente in modo da favorire le capacità di socializzazione e di comunicazione.
La Terapia di Scambio e Sviluppo si propone di favorire le capacità funzionali del bambino incoraggiandone le iniziative in un clima di Tranquillità, Disponibilità e Serenità, termini che non rappresentano solo una modalità generica di approccio trasversale alla maggior parte dei trattamenti riabilitativi ma giocano un ruolo preciso sul versante neurofisiologico. Le TED (per meglio indicare le possibili diverse modalità di svolgimento) possono essere considerate terapie di tipo neurofisiologico: stimolando l’attività delle funzioni deficitarie viene mobilitata l’integrazione di sistemi di modulazione e si vuole realizzare un percorso di formazione finalizzata all’apprendimento volontario.
Tre sono i principi che il terapeuta deve sempre aver presente durante il lavoro con il bambino:
1)La TRANQUILLITA’
2)La DISPONIBILITA’
3)La RECIPROCITA’

L’organizzazione generale della TED presuppone più tappe che si succedono sempre nello stesso ordine. Rappresentano momenti fondamentali l’analisi delle abilità e delle difficoltà del bambino e la successiva organizzazione e realizzazione concreta del progetto con indicazioni precise da parte dell’équipe delle attività e delle sequenze di gioco da proporre ad ogni piccolo.

-Indicazioni alla TED
-Analisi Funzionale del Comportamento
-Valutazioni Mediche e Psicoeducative
-Elaborazione del Progetto
-Attuazione della TED

Metodologia operativa:

1.Preparazione della stanza terapia prima dell’arrivo del bambino
2.Massima semplicità della stanza sia come mobili che come arredi alle pareti
3.Continuità delle prove proposte
4.Aspettare ma ricercare la disponibilità del bambino (l’obiettivo non è la perfetta esecuzione dell’attività, ma la possibilità di agganciare l’attenzione del bambino ed entrare con lui in una relazione di scambio)
5.Interrompere l’attività quando non c’è più Attenzione
6.Breve durata delle sedute (10-20 minuti)
7.Giochi ed attività proposti uno ad uno
8.Costanza di orario e luogo, medesime condizioni della stanza e ordine di presentazione dei giochi
9.Uso di video per l’osservazione diretta e differita
10.Settimanalmente valutazione del bambino nell’ambito della terapia
11.Mensilmente verifica della terapia e misurazione dei parametri di miglioramento.
I principi della TED possono essere applicati in situazioni differenti a seconda dell’età e delle esigenze del bambino.
La TED viene condotta preferibilmente nel setting classico in cui il terapeuta ed il bambino sono seduti uno davanti all’altro ad un tavolino. Le sedute hanno luogo tutti i giorni nello stesso posto, alla stessa ora, con i medesimi operatori. Due terapeuti si danno il cambio. La stanza in cui si fa terapia è sobriamente arredata, attrezzata con una video camera. La TED può svolgersi però anche in altri contesti: durante i pasti, nel bagno, nella stanza di psicomotricità, di logopedia, in piscina. Il coinvolgimento attivo della famiglia è un’altra delle caratteristiche fondamentali della TED. Tale coinvolgimento si basa innanzitutto su “un’Alleanza Terapeutica” che si traduce essenzialmente in un contratto di costante cooperazione ed informazione rispetto agli interventi previsti. La Terapia di Scambio e Sviluppo è stata ideata fin dal 1974 in Francia, presso il “Laboratoire de Neurophysiologie et de Thèrapeutique en Pèdopsychiatrie” del “Centre Hospitalier Bretonneau” di Tours, dal Prof. Lelord e dalla Prof.ssa Barthelemy. La TED risulta particolarmente indicata nei bambini piccoli, dai 2-3 anni fino ai 6 anni, malgrado sia possibile proporla nei suoi principi base anche ai bambini più grandi.
L’inserimento e l’adattamento del bambino all’interno del suo ambiente e della vita familiare risultano migliorati.
La Terapia di Scambio e Sviluppo necessita di una valutazione approfondita e di esami neurofisiologici disponibili solo in pochi centri; può apparire rivolta solo a bambini piccoli;  appare di facile esecuzione per cui non sembra necessitare di una formazione specifica che invece è strettamente necessaria.

 

BIBLIOGRAFIA TED

Barthelemy C., Hameury L. e Lelord G. (1997), L’autismo del bambino. La Terapia di Scambio e di Sviluppo, Paris, Expansion Scientifique Française, edizione italiana a cura di Paola Visconti.

Lelord G. e Sauvage D. (1994), L’autismo infantile, Milano, Masson.

Visconti P. (2004), La terapia di Scambio e Sviluppo. In Neuropsichiatria Infantile Università di Catania, Azienda Policlinico e Neuropsichiatria Infantile Ospedale Maggiore di Bologna.

 

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