Brick-by-Brick™: LEGO e Play Included per i bambini nello spettro

Può un gioco come le costruzioni LEGO migliorare le abilità sociali e comunicative di bambini e ragazzi autistici? Questo vuole dimostrare l’iniziativa Brick-by-Brick™, sviluppata nel 2004 in accordo con la metodologia LEGO Based Therapy ideata da Dan LeGoff, neuropsicologo pediatrico statunitense. LeGoff è ora ambasciatore di Play Included™, impresa sociale britannica volta alla formazione di insegnanti e psicologi all’utilizzo di LEGO a fini terapeutici, e sostenuta da LEGO Foundation. L’intento della collaborazione è quello di valorizzare i punti di forza della mente autistica  come l’attenzione al dettaglio e insieme potenziare le abilità di cooperazione e confronto che i bambini potranno replicare in altri contesti sociali. 

Destinatari del progetto sono bambini e ragazzi dai 5 ai 18 anni, riuniti da un interesse comune per il gioco con i mattoncini LEGO. All’interno degli ambienti di gioco, i Brick Club, i bambini si dividono in squadre e collaborano per realizzare delle costruzioni guidate o a stile libero. I gruppi di lavoro sono piccoli, solitamente composti da tre componenti che ricoprono a turno tre ruoli definiti: un ingegnere che dà istruzioni, un fornitore che ricerca i pezzi necessari e un costruttore che si occupa dell’assemblaggio. Il gioco è coordinato da facilitatori specialisti nell’apprendimento ludico. 

Gina Gomez de la Cuesta, fondatrice e direttrice di Play Included, riassume così gli intenti della partnership:

“Vogliamo aiutare più bambini neurodiversi di tutto il mondo a fare amicizia e a sentire un senso di appartenenza e connessione.”

Si dice determinata a rinnovare il programma investendo in formazione e risorse, nella speranza di “aiutare quanti più giovani possibile che potrebbero beneficiare di questo programma divertente, coinvolgente ed efficace”. Visti i successi ottenuti, un  ulteriore sviluppo del programma prevederebbe l’estensione a bambini con condizioni diverse dall’autismo, come l’ansia, l’ADHD o esperienze di vita difficili. Inoltre il team di Brick-by-Brick punta ad espandere il servizio in nuovi Paesi del mondo e potenziare la sua rete nei Paesi in cui ha già preso piede.

L’idea fondamentale è quella di dare la possibilità ai bambini autistici di fare amicizia, comunicare e interagire con più facilità ponendoli in un ambiente sicuro e a loro più congeniale. Far sentire i bambini neurodiversi più compresi tramite il divertimento di un interesse condiviso sembra essere una strada efficace per arginare quelle possibili conseguenze negative derivanti dalla mancata accettazione e valorizzazione della diversità. Gli studi statistici rilevano ad esempio una percentuale di problemi di salute mentale o isolamento considerevolmente più alta nelle persone autistiche rispetto che nelle neurotipiche (in Regno Unito si parla di 80% di persone nello spettro che hanno sperimentato tali problemi almeno una volta nella vita). E’ stato provato invece che sostenere attivamente lo sviluppo socio-emotivo fin dall’età infantile può migliorare considerevolmente le condizioni in età adulta.

Molto incoraggianti i feedback di chi ha partecipato al programma.

“Il Brick Club mi ha aiutato a imparare a parlare con le persone e a non aver paura di parlare ad alta voce in un gruppo. Al Brick Club ho fatto nuove amicizie e, imparando a partecipare alle conversazioni, ho trovato più facile parlare con i bambini a scuola, andare da solo a fare domande nei negozi e andare sull’autobus con un amico senza essere ansioso. Il Brick Club è fantastico perché mi sento più al sicuro

Ben, bambino di 11 anni.

Ma perché proprio LEGO? Il gioco con i mattoncini più famosi possiede in effetti molte caratteristiche che possono risultare attraenti anche per i bambini autistici. Basti pensare alla coerenza degli incastri tra i pezzi, alla sistematicità delle azioni svolte per realizzare una costruzione, all’attenzione per il dettaglio e alla pazienza richiesti ad ogni passaggio. La presenza di uno schema riduce l’effetto sorpresa e dunque la possibile ansia che la novità può causare, ma le infinite possibilità di montaggio rendono il gioco creativo e sempre migliorabile.

A proposito del progetto Michelle Ndebele, Play and Health Specialist alla LEGO Foundation, afferma:

“Il lavoro che Play Included ha fatto con il programma Brick-by-Brick è d’ispirazione, ed è una vera testimonianza della filosofia della LEGO Foundation di ‘Learning-through-Play’. Vale a dire che metodi di insegnamento significativi, iterativi, gioiosi, socialmente interattivi e attivamente coinvolgenti aiutano tutti i bambini a sviluppare abilità essenziali per la vita, come la risoluzione dei problemi, la creatività, la comunicazione e la fiducia; attraverso il modo più potente e intuitivo che conoscono – il gioco. Il programma Brick-by-Brick è anche un concetto inclusivo che permette ai bambini neurotipici di imparare e impegnarsi insieme ai loro coetanei neurodiversi. Dopo tutto, la costruzione di relazioni è a doppio senso. Quindi, abbiamo grandi ambizioni per questo concetto di garantire opportunità di apprendimento più inclusive e giocose e non vediamo l’ora di vedere il programma riportato a più bambini in tutto il mondo”.

https://playincluded.com.

https://www.lego.com/it-it/aboutus/news/2021/march/lego-foundation-and-play-included?locale=it-it

Maria Teresa Lelario

Articoli simili