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L’autismo e la percezione dei suoni

Il ventesimo secolo fu il periodo in cui numerosi studiosi e scienziati iniziarono ad interessarsi al tema del disturbi dello spettro autistico, numerose furono le teorie come quella del neuropsichiatra infantile Leo Kanner che per primo cercò di trovare delle caratteristiche comuni nel comportamento delle persone affette da questi disturbi: l’isolamento esterno e l’avversione per i cambiamenti.
Fu Delacato, psicologo statunitense, a comprendere e dimostrare che atteggiamenti spesso incompresi derivavano da un problema neurologico: una celebro lesione lieve e diffusa che provocava disfunzioni percettive condizionando il modo in cui la persona interpretava gli stimoli ricevuti dall’ambiente.
Questi strani comportamenti sono di fatti atteggiamenti sensoriali e rappresentano il tentativi del bambino di normalizzare le vie sensoriali disfunzionali; è proprio attraverso questa auto correzione che l’individuo distoglie l’attenzione dalla realtà.
Nelle persone affette da disturbi autistici uno dei sensi più colpiti è sicuramente l’udito.
Timothy Roberts, direttore di una ricerca presso Children’s Hospital of Philadelphia, condotta sfruttando la magnetoencefalografia (MEG) volta a rilevare i campi magnetici cerebrali dei bambini autistici ha affermato: “I bambini con autismo rispondono con una frazione di secondo più lentamente dei coetanei sani ai suoni vocali e alle intonazioni” e ancora “La nostra ipotesi è che il parlato e altri suoni arrivino troppo rapidamente per i bambini con disturbi dello spettro autistico e che le loro difficoltà nell’elaborazione del suono possa ostacolare le prestazioni linguistiche e di comunicazione”
Questo leggero ma significativi ritardi si accumulano creando un sovraccarico ai processi di elaborazione dei suoni e del parlato minando di fatto le relazioni comunicative.
Un’altra importante ricercatrice e studiosa dei disturbi dello spettro autistico è Temple Grandin, professoressa della Colorado State University.
Grandin afferma che le persone affette da autismo dovrebbero essere tutelate dai suoni che possono ferire le loro orecchie. L’individuo altrimenti è portato a “spegnere l’audio”.
Le persone autistiche infatti non riescono ad escludere certe frequenze, in particolare i rumori di sottofondo essendo per questo costretti ad isolarsi completamente.
Tuttavia sono i forti rumori ad essere il vero problema, una vera e propria tortura che porta le persone autistiche a fare di tutto pur di evitare questa pena.
Esistono tuttavia deficit dell’apparato uditivo differenti: da un lato abbiamo i soggetti autistici con un iper-udito, coloro che si allontanano dal rumore, vengono feriti dai suoni, anche quelli che le persone con un udito normale riescono ad escludere oppure nemmeno avvertono, d’altra parte i oggetti con un ipo-udito, per i quali il mondo è troppo silenzioso quindi cercano di creare loro stessi forti rumori, spesso ripetitivi.

 


Children’s Hospital of Philadelphia Research. L’elaborazione del suono negli autistici.
Dott.ssa Francesca Tabellione. L’AUTISMO E LA SENSORIALITA’: IPO-IPER o RUMORE BIANCO. 
Temple Grandin. I Consigli di Temple Grandin. I problemi sensoriali. 

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