Trasformando il suono in attività fisica con Soundbeam

Il Soundbeam è uno strumento musicale innovativo ideato da un musicista ed inventore britannico Eddie Veale, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. L’obbiettivo di Veale fu quello di dare vita ad uno strumento che potesse essere accessibile a tutti, a partire da tutte quelle persone con disabilità fisiche o sensoriali, consentendo loro di esprimersi attraverso la musica tramite il movimento del corpo.

Il funzionamento del Soundbeam è simile a quello di un Radar : esso proietta un fascio di ultrasuoni i quali, all’incontro con un ostacolo, ribalzano e tornano indietro alla sorgente. A questo punto i movimenti corporei all’interno del raggio verranno intercettati e tradotti in segnali sonori, che variano in rapporto a velocità e direzione dell’ostacolo (in questo caso una parte del corpo).

Il Soundbeam è stato utilizzato in tutto il mondo in contesti terapeutici, educativi e artistici, consentendo a persone con una vasta gamma di abilità e disabilità di partecipare attivamente alla creazione musicale. Il suo lavoro è stato riconosciuto e apprezzato nella comunità della musica inclusiva, dimostrando di essere un’utile risorsa nell’ambito della terapia e dell’educazione. Il dispositivo offre un modo unico e coinvolgente per esplorare la musica attraverso il movimento del corpo, il che può essere particolarmente efficace per le persone autistiche che possono avere sensibilità sensoriali o difficoltà nella comunicazione tradizionale.

In particolare gli effetti benefici si sono manifestati nelle seguenti forme:

  • Comunicazione ed espressione: Lo strumento permette alle persone autistiche di esprimersi musicalmente attraverso il movimento in via diretta. Questo può essere un canale di espressione molto gratificante per coloro che hanno difficoltà nella comunicazione verbale o non verbale.
  • Riduzione dello stress e della tensione: La musica generata dallo strumento può avere un effetto calmante e rilassante, aiutando le persone autistiche a gestire lo stress e la tensione sensoriale.
  • Sviluppo Motorio: Il Soundbeam può essere utilizzato per migliorare le abilità motorie fini e grossolane attraverso l’interazione fisica con il dispositivo.
  • Apprendimento musicale: L’invenzione di Veale può essere utilizzata per insegnare concetti musicali, come note, ritmo e melodia, in un modo accessibile e coinvolgente.
  • Partecipazione sociale: Il dispositivo può favorire la partecipazione sociale attraverso attività musicali condivise, le quali possono anche essere fonte di motivazioni e partecipazione attiva.

Dal 2005 il C.R.A.M.S. (Centro Ricerca Arte Musica Spettacolo) di Lecco, il quale nei suoi numerosi impieghi si avvale dell’arte e della musica, per connettere il mondo della disabilità al contesto sociale ordinario, collabora con il musicista David Jackson, interessato alla tematica della disabilità ed occupato nello studio degli aspetti riabilitativi ed espressivi attraverso l’uso del Soundbeam. Con il Soundbeam ognuno è parte dell’insieme, si dà vita ad un rapporto tra chi insegna e chi impara, permettendo l’apprendimento dall’esperienza collettiva. Inoltre è possibile integrare gli strumenti tradizionali, originando performance musicali nelle quali è fondamentale il contributo di ognuno. Il Soundbeam consente di “fare musica insieme” riducendo le dissomiglianze legate alle diverse abilità delle persone, dando luogo ad un ambiente di inclusività e collaborazione.

“Hanno imparato a gestire le loro paure, a relazionarsi fra loro in maniera non competitiva ma collaborando e dimostrando interesse e passione verso il nuovo. Hanno saputo esprimere i loro pareri personali e confrontarsi fra loro in maniera pacifica e civile.”

-Testimonianza di un educatore del C.R.A.M.P.S. di Lecco

Fonti:

Davide Magistrelli

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