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GreenWave è un progetto che ha fatto vincere a Bren Smith il premio 2015 Fuller Challenge (uno dei più importanti per la sostenibilità ambientale). Si tratta di coltivazione verticale marina, una procedura estremamente sostenibile con risultati in diversi campi. Con questo sistema oltre ad una produzione ad impatto zero, c’è la possibilità di ripopolare gli ambienti subacquei distrutti dall’eccessiva pesca intensiva, ricavare materie prime per diversi prodotti: fertilizzanti, cibo per animali, cosmetici o Biocarburanti e creare nuovi posti di lavoro.

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Perchè impatto zero?

Coltivare in mare vuol dire eliminare il bisogno di irrigazione e non necessita dell’utilizzo di fertilizzanti, oltre a richiedere relativamente poche risorse per l’avvio dell’attività (20 acri, una barca e 20.000$). Ma dichiararla ad impatto zero non è nemmeno cosi corretto perché con la selezione delle specie coltivate si possono anche risolvere determinati problemi ambientali, ad esempio diminuire l’azoto con le ostriche o l’anidride carbonica con le alghe.

Le colture subacque del progetto Greenwave sono a prova di uragano, il che le rende durature nel tempo e  l’inclusione di sensori alle strutture oltre a permettere un maggiore controllo della coltivazione, porta alla raccolta di importanti dati per monitorare le acque del nostro pianeta.

Fonti:

https://www.greenwave.org/

https://theindexproject.org/award/winnersandfinalists/greenwave-2017-work-winner

https://www.theguardian.com/sustainable-business/2015/oct/22/greenwave-ocean-farming-bren-smith-fuller-challenge-sustainability-climate-change

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